Autore: eduforma

Fondimpresa: Contributo aggiuntivo – Avviso 2/2019

FONDIMPRESA
Avviso 2/2019
Contributo aggiuntivo
L’avviso si rivolge a tutte quelle aziende interessate a beneficiare di opportunità di formazione sfruttando le possibilità offerte dai fondi interprofessionali. Eduforma potrà affiancare e seguire l’azienda sin dalla definizione e presentazione della domanda sgravando da tutte le incombenze che questa forma di collaborazione richiede.

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La partecipazione ad un percorso FORMATIVO rappresenta un'ottima opportunità di CRESCITA PER I DIPENDENTI E L'AZIENDA! RISPONDIAMO ALLE DOMANDE PIù FREQUENTI

Un contributo aggiuntivo alle risorse del Conto Formazione aziendale per la
realizzazione di Piani formativi aziendali o interaziendali rivolti ai lavoratori delle PMI aderenti di
dimensioni minori. Ciascuna azienda può ricevere il contributo aggiuntivo per un solo piano formativo,
interaziendale o aziendale.

I piani possono riguardare tutte le tematiche formative, ma sono escluse le attività di formazione organizzate per conformare le imprese alla normativa nazionale obbligatoria (es. sicurezza, HACCP, apprendistato,…).

  • essere un’impresa aderente a Fondimpresa, la cui iscrizione è già attiva e non sia intervenuta nessuna revoca o cessazione;
  • avere un saldo attivo (maggiore di zero) sul proprio “Conto Formazione” senza considerare i versamenti maturandi;
  • aver maturato, nel periodo di adesione, un accantonamento medio annuo non superiore a euro 10.000,00 (voce “totale maturando” – sezione “Conto Aziendale”);

  • essere in possesso delle credenziali di accesso all’area riservata di Fondimpresa;

  • appartenere alla categoria comunitaria di PMI (sono escluse le Grandi Imprese);

  • non aver presentato alcun Piano a valere sull’Avviso 2/2018 con contributo aggiuntivo al Conto Formazione (esclusi i piani annullati o respinti) e non aver partecipato a piani finanziati  sugli Avvisi di Conto di Sistema dopo dicembre 2018.

La partecipazione è riservata ai lavoratori dipendenti (operai, impiegati, quadri), anche stagionali, delle imprese aderenti, per i quali esista l’obbligo del versamento del contributo integrativo, anche se il lavoratore è sospeso o in CIG. Possono partecipare al Piano anche gli apprendisti, per attività formative diverse dalla formazione obbligatoria prevista dal loro contratto.

L’azienda può trattare più tematiche diverse con partecipanti diversi a ciascuna attività, compatibilmente con le risorse del proprio conto e il massimo del contributo ottenibile.

Ogni corso svolto dalla singola azienda deve prevedere almeno 5 allievi per un minimo di 12 ore procapite. Nel caso di Piani interaziendali, ciascuna azienda deve assicurare la partecipazione di almeno un lavoratore per un minimo di 12 ore di formazione, concorrendo con le altre imprese al raggiungimento del requisito minimo.

  • Per aderire è necessario compilare la modulistica di Preadesione in cui Eduforma verifica i requisiti necessari a partecipare e costruisce un piano di formazione sulle esigenze espresse e i vincoli posti dall’Avviso;
  • I piani prevedono obbligatoriamente la presentazione di un accordo con le parti sociali: nel caso in cui non ci siano in azienda delle rappresentanze sindacali interne (RSU e/o RSA) si può ricorrere alle organizzazioni territoriali regionali (c.d. OBR) che richiedono i documenti e le informazioni con un anticipo di almeno 10 giorni lavorativi prima della presentazione della richiesta di contributo aggiuntivo. Eduforma può essere delegata dall’azienda per effettuare tale richiesta.
  • Una volta ottenuto l’accordo con le parti sociali, l’azienda sarà supportata in tutte le fasi di presentazione del piano e raccolta della documentazione necessaria nel rispetto delle indicazioni di Fondimpresa.

 

I piani possono essere presentati a partire dal 17/02/2020 fino al 20/04/2020 e comunque fino a esaurimento risorse (per l’avviso sono stati stanziati complessivamente 20.000.000,00 euro a livello nazionale).

LE NOSTRE PROPOSTE FORMATIVE

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Gestire la comunicazione multidirezionale tra i processi produttivi e i prodotti.​
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Integrazione digitale dei processi aziendali

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dei processi aziendali

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Creare processi di internazionalizzazione, sia in forma diretta all'estero che tramite partner.
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Applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali.
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Imparare ad analizzare i dati per migliorare la reputazione del marchio aziendale e dei clienti.
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Sviluppo di progetti e interventi di innovazione digitale all'interno del contesto aziendale.
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Come intervenire nello sviluppo di competenze tecniche di produzione e dei processi aziendali.
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5 libri per non avere paura di cambiare

5 libri per non avere paura di cambiare

5 libri per non avere paura di cambiare

Con l’avvicinarsi delle prossime festività i media hanno l’oscuro compito di innondarci di idee su cosa regalare, non risparmiandoci dal suggerirci futili accessori dal vago utilizzo e facendoci dimenticare che esiste solo un oggetto che non passerà mai di moda, che è facile da incartare, che è molto facile da rendere unico e fa sempre piacere ricevere: stiamo parlando del libro.

Regalare un libro è come regalare un mondo intero. Ci sono attività che necessitano di accessori, strumenti, situazioni complesse che rendono tali attività se non difficoltose perlomeno impegnative da svolgere. Leggere no. Per leggere non serve altro che non sia il libro… e basta.
Un libro, una volta letto, entra a far parte di noi, con tutti i suoi contenuti, i suoi insegnamenti, le sue storie e i suoi mondi. Regalare un libro è come regalare un’esperienza, una parte di vita.
Sfruttiamo allora gli immancabili buoni propositi di fine anno, per cambiare in meglio la nostra prospettiva personale e professionale con 5 letture che potrebbero, grazie a diversi temi, sfacettature di sintassi, trama e significato farvi aiutare a trovare la vostra strada, ritrovarla qualora l’aveste smarrita e non aver paura di evolversi, sia professionalmente che personalmente.

Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas
Il volume di oltre 1000 pagine si presenta come un romanzo ricco di emozioni, passando per grandi temi come l’amore, la vendetta, la giustizia, il desiderio. Dumas mediante il personaggio di Edmondo Dantès  ci trascina  in un’avventura unica e appassionante con uno stile lineare, senza mai cadere in banalità.
Una storia che tutti dovrebbero leggere prima o poi per capire il senso del sacrificio, della metamorfosi e del riscatto finale che tutti noi in momenti difficili attendiamo con ansia.

Ulisse di James Joyce
Opera basilare della letteratura europea di inizio novecento, è considerato da molti genesi del romanzo moderno. Durante il racconto di questa giornata dublinese fatta di avvenimenti comuni e di personaggi ordinari è proprio la normalità nella sua quotidianità a divenire potente e unica, i pensieri, quasi tutti rappresentati come un flusso senza fine, sono l’ unico mezzo per comprendere la realtà e il momento esatto in cui si sta vivendo per capire al meglio dove si sta andando.

La società dello spettacolo di Guy Debord
Nonostante il francese Debord l’abbia pubblicato ben più di 40 anni fa, questo libro è permeato di un’attualità disarmante. Si potrebbe pensare che l’autore si riferisca e faccia una disamina dello sviluppo enorme dell’influenza dei media (cinema, radio, televisione). Ma quello che preme a Debord è vedere non tanto quanto lo spettacolo regni sovrano nella società moderna, quanto piuttosto cogliere il significato profondo di questo processo.Un’opera per capire quanto diamo importanza a come il mondo ci vede.
Per non sentirsi solo comparse in questa società dello spettacolo, ma attori protagonisti senza soccombere al giudizio degli altri.

Punto, Linea, Superficie di Wassily Kandinsky
Fra tutti i grandi pittori del ’900 Kandinsky è quello che forse più di ogni altro ha sentito l’esigenza di dare una formulazione teorica ai risultati delle proprie ricerche e di allargarne il significato toccando tutti i piani dell’esistenza. Punto, linea, superficie si presenta apparentemente come un’opera fredda e tecnica, ma in realtà è l’espressione più articolata, matura e sorprendente del pensiero dell’artista.
Kandinsky ci insegna ad «ascoltare» la forma, come mai nessuno prima di lui, ci apre una possibilità di esplorazione, che è, come scriveva egli stesso, «la possibilità di entrare nell’opera, diventare attivi in essa e vivere il suo pulsare con tutti i sensi».
Perchè  il cambiamento parte anche dalla percezione estetica e dalla curiosità che abbiamo del mondo.

L’origine della Specie di Charles Darwin
Darwin illustra per la prima volta al grande pubblico la sua teoria riguardo il processo della selezione naturale, attraverso il quale organismi di una stessa specie si evolvono gradualmente nel tempo rifiutando la teoria affermata fino a quell’epoca, il creazionismo, che ritiene le specie immutabili, in quanto create già perfette da Dio.
Opera monumentale nonostante possa apparire dedicata solo a tecnici del settore, è rivolta anche ad un pubblico di non specialisti, in quanto idee e concetti possono essere applicati anche nella nostra vita di tutti i giorni.
Pertanto quando Darwin sostiene che è l’ambiente a modificare e adattare le specie viventi, poiché a causa di continui cambiamenti ambientali, avviene una selezione naturale che agisce sui caratteri variabili tipici di ogni specie, non ci dice altro che solo attraverso il cambiamento possiamo favorire il nostro processo di sopravvivenza in questo mondo.

“…mentre questo pianeta ha continuato a roteare seguendo le immutabili leggi di gravità, da un inizio così semplice infinite forme, sempre più belle e meravigliose, si sono evolute e tuttora si evolvono”

Buona lettura e…buon cambiamento!

I giovani in Italia e le opportunità finanziate per ricominciare!

I giovani in Italia e le opportunità finanziate per ricominciare!

giovani in Italia e le opportunità finanziate per ricominciare

I giovani sono i soggetti più coinvolti nelle grandi transizioni sociali, sia quando il cambiamento si presenta come una stagione di sviluppo, sia quando ha i lineamenti di un processo involutivo, sia quando, come accade anche oggi, nuove sfide e opportunità, rischi inediti, resistenze del passato, sono strettamente intrecciati.

Anche la transizione alla tarda modernità, che l’Europa sta vivendo, si propone anzitutto come una sfida per i giovani. I giovani italiani sono i protagonisti di un passaggio difficile, dominato dal timore che il nostro paese, entrino nel nuovo assetto politico internazionale, e nell’economia globalizzata, con uno slancio troppo debole, frenato dalle inerzie del passato, e mettano a repentaglio la ricchezza accumulata, senza riuscire a cogliere i vantaggi del nuovo scenario europeo e mondiale.

Questa percezione spinge individui e soggetti sociali ad assumere comportamenti difensivi e a frenare ulteriormente il cambiamento. In questo quadro i giovani, che detengono meno risorse e posizioni degli altri, sono le figure sociali più esposte a un cambiamento che, non essendo incanalato in un progetto collettivo, si avvita in un percorso più fragile e rischioso. Il mutamento tocca rapidamente molti aspetti della loro vita: economici, politici e sociali.
Le politiche per i giovani devono essere disegnate a partire dalla conoscenza di questi cambiamenti, e trattarli in modo integrato, per conseguire risultati efficaci. (dallo studio I giovani fra rischi della modernità)

La disoccupazione nella fascia tra i 15 e i 29 anni mostra valori drammatici attestandosi su livelli che superano la soglia del 40%. Le evidenze empiriche a proposito della qualità del lavoro ci dicono che in media, più della metà dei giovani svolge mansioni diverse da quelle per cui è formato. Il “mismatch” di competenze, infatti, nel nostro paese, è stimato intorno al 70%, sia per qualifiche diverse rispetto al proprio lavoro, sia per diplomi e lauree che non mantengono le promesse che sarebbero loro proprie. La conseguenza è spesso quella di percepire stipendi più bassi delle aspettative e di nutrire nel tempo demotivazione e frustrazione che, soprattutto nei soggetti più giovani, si associano a crisi identitarie, perdita di fiducia in se stessi e difficoltà a pensare in termini ottimistici il proprio futuro.

I giovani si trovano in una condizione di doppia fragilità: alla preoccupazione di non rientrare nel mercato del lavoro si aggiunge il mancato sviluppo delle soft skill, così tanto richieste dal mercato del lavoro. Nell’epoca digitale ”industria 4.0 “, quale quella attuale, Il tema dell’occupabilità intesa come abilità a trovare e mantenere un’occupazione sposta l’accento dalle competenze tecnico-specialiste o hard skill, come più recentemente definite, alle competenze trasversali o soft skill.

NEET, acronimo di “Not in Education, Employment or Training” ovvero giovani di età compresa tra i 15 e i 29 che non partecipano né cercano alcun percorso di formazione, istruzione o lavoro. Il rapporto Ocse ‘Uno sguardo sull’istruzione 2017’ ha evidenziato che in Italia i NEET sono il 26% dei giovani ( media Ocse 14,% ). I NEET italiani sono la categoria con le performance più inferiori in termini di competenze: il punteggio medio raggiunto è pari a 242, sotto la media nazionale (punteggio medio 250).

Nella nota statistica “La distanza dal mercato del lavoro ed il rapporto con i Servizi Pubblici per l’Impiego” relativa all’anno 2017, sulla base dell’analisi di microdati ISTAT, ANPAL classifica i NEET in quattro categorie:

  • Persone in cerca di occupazione”, ovvero disoccupati di media o lunga durata, che rappresentano il 41% dei NEET. Sono in maggioranza maschi (54,4% del totale) di età superiore ai 20 anni, per circa la metà con precedenti esperienze lavorative, un livello di istruzione medio-alto e vivono con la famiglia di origine;
  • Individui in cerca di opportunità” che esprimono l’esigenza di formarsi e mantengono un’attenzione al mondo della formazione e del lavoro in attesa di rientrarvi. Sono il 24,9%, hanno generalmente più di 20 anni, sono inoccupati (senza esperienze lavorative precedenti) e vivono con la famiglia di origine;
  • Individui non disponibili” perché impegnati in attività di accudimento/maternità. Rappresentano il 19,5% dei NEET, hanno un livello di istruzione basso, circa il 75% sono donne e molte sono straniere. Sono persone generalmente sposate o conviventi;
  • Individui disimpegnati” che costituiscono il 14,5% dei NEET, hanno un livello di istruzione inferiore, sono donne in oltre la metà dei casi e con un’età variabile (il 13,7% di 15-19enni, il 37% di 20-24enni, il 49,2% di 25-29enni);

Noi di Eduforma cerchiamo di supportare questa categoria svantaggiata tramite la DGR 765 Work Experience per i Giovani e i numerosi percorsi di formazione costruiti sul bando e che prevedono una parte di formazione professionalizzante e una parte di tirocinio dove l’impresa potrà testare la professionalità del giovane NEET e i ragazzi conoscere la realtà aziendale e farne tesoro per la propria carriera.

Vuoi maggiori informazioni? Scopri tutti i progetti della DGR Work Experience per i Giovani!

Fondimpresa: Competitività d’impresa – Avviso 1/2020

FONDIMPRESA
aVVISO 1/2020
COMPETITIVITà
Eduforma Srl , in qualità di ente proponente, presenta un Piano Formativo che mira a sviluppare la competitività delle Imprese Venete, attraverso l’erogazione di percorsi a costo zero per le aziende, a valere sull’Avviso Competitività – Conto di Sistema di Fondimpresa in AMBITO TERRITORIALE.
L’avviso si rivolge a tutte quelle aziende interessate a beneficiare di opportunità di formazione sfruttando le possibilità offerte dai fondi interprofessionali.
Eduforma potrà affiancare e seguire l’azienda sin dalla definizione e presentazione della domanda sgravando da tutte le incombenze che questa forma di collaborazione richiede.

SCOPRI LE PRINCIPALI AREE FORMATIVE

FINO AD 80 ORE DI FORMAZIONE AZIENDALE GRATUITA PER I TUOI DIPENDENTI

Percorsi formativi interaziendali

La partecipazione ad un percorso interaziendale rappresenta un'ottima opportunità di confronto e di scambio con aziende provenienti da settori diversi per un totale di 24 ore

Industrial Internet (IoT)

Gestire la comunicazione multidirezionale tra i processi produttivi e i prodotti.

Lead Generation

Come generare contatti di potenziali clienti e accompagnarli in modo graduale all'acquisto per la tua azienda.

Integrazione digitale
dei processi aziendali

Integrare i dati digitali nel flusso di informazioni per gestirli e recuperarli nel caso di perdita di archivi informatizzati.

Content media marketing e virtual storytelling

Creare contenuti efficaci per la comunicazione web dell'impresa tramite immagini, testi, info-grafiche e video.

Percorsi formativi aziendali

La formazione monoaziendale si rivolge al personale di una singola organizzazione e i contenuti sono adattati alle specifiche esigenze dell'azienda stessa per un totale di 40 ore

Cyber Security

Come gestire la sicurezza digitale della tua azienda durante le operazioni in rete e sui sistemi aperti.

Brand Reputation e Brand Awareness

Imparare ad analizzare i dati per migliorare la reputazione del marchio aziendale e dei clienti.

Big Data and Analytics

Imparare ad analizzare correttamente un'ampia base dati per ottimizzare al meglio i processi produttivi aziendali.

Business Modeling

Conoscere i metodi di descrizione, visualizzazione, valutazione e cambiamento dei modelli di business dovuto all'introduzione di nuove tecnologie.

Percorsi formativi personalizzati

La formazione può essere personalizzata secondo specifiche esigenze e si rivolge al personale della tua azienda o può essere erogata in corsi pluriaziendali fino a 40 ore

Internazionalizzazione

Creare processi di internazionalizzazione, sia in forma diretta all'estero che tramite partner.

Innovazione Organizzativa

Applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali.

Digitalizzazione

Sviluppo di progetti e interventi di innovazione digitale all'interno del contensto aziendale.

Qualificazione dei Prodotti e dei Processi

Come intervenire nello sviluppo di competenze tecniche di produzione e dei processi aziendali.

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STEMming the gap: una giornata all’insegna della scienza e del coraggio

STEMming the gap:
una giornata all’insegna della scienza
e del coraggio

STEMming the gap una giornata all’insegna della scienza e del coraggio

Il 25 Ottobre  2019 si è svolto l’evento STEMming the gap, presso la splendida cornice del Palazzo della Salute (MUSME) a Padova.

La giornata è stata organizzata assieme ad altri enti di formazione di Padova all’interno di una programmazione regionale dedicata allo sviluppo delle competenze digitali e imprenditoriali delle donne residenti nella Regione Veneto.

Eduforma e tutti gli altri enti coinvolti stanno lavorando a questo progetto che fa parte della DGR 1311/2018 Linea 4, nato proprio per favorire l’occupabilità femminile nell’ambito STEM, proponendo attività formative ad ampio raggio su tutti quegli ambiti molto spesso poco considerati da un pubblico femminile. In particolare il termine STEM, che ha connotato l’evento, raggruppa quelle che sono le tematiche relative alle scienze, alla tecnica all’ingegneria e alla matematica, tutti ambiti in cui le lavoratrici sono meno numerose rispetto ai lavoratori.

Con questo evento, inserito in progetti formativi di più ampio respiro, si è voluto raccontare il mondo Stem al femminile.

Nel pomeriggio è stato organizzato un momento di formazione attraverso dei workshop e una fase di recruiting fra gli iscritti al seminario con aziende come Zucchetti, Uqido, TEXA, Omicron, MIPU, Hilti Italia, STEAM, Generali e molte altre ancora. L’affluenza è stata altissima: hanno partecipato più di 250 persone, con lauree e background in ambito tecnico, scientifico, economico.

E’ stato un evento di altissimo livello, con speaker da tutta Italia che hanno condiviso le loro esperienze di eccellenza imprenditoriale, scientifica, olimpica, artistica. La giornata è stata aperta da importanti rappresentanti delle Istituzioni, come Chiara Galliani (Assessore all’Ambiente di Padova) e Santo Romano (Direttore Programmazione Comunitaria della Regione). Gli interventi della mattina si sono svolti in un clima di grande partecipazione, le ospiti che sono intervenute hanno raccontato con passione e precisione la loro esperienza professionale non dimenticandosi mai di ricordare alla platea che si può ambire a raggiungere qualsiasi obiettivo anche senza dover rinunciare alla propria vita personale.

E’ di queste donne che vogliamo parlare, eccellenze italiane del mondo della tecnologia, della scienza e dello sport.

Annalisa Oboe, prorettrice Unipd, promuove e coordina le iniziative dell’Ateneo in ambito culturale e sociale.  La docente assicura il coordinamento delle iniziative in materia di pari opportunità e in relazione a questo ha riportato dei dati statistici che denotano uno scompenso preoccupante sulla percentuale di donne iscritte e di come questo diminuisce quando le stesse donne svolto il percorso di studi trovano uno sbocco lavorativo: si scende fino al 20%.

Zimi Sawacha, ricercatrice in bioingegneria elettronica e informatica dell’ Università di Padova ci ha raccontato tutta la sua storia accademica, partendo dalla fiducia che docenti e ricercatori hanno riposto sin dall’inizio in lei,  soffermandosi sulle conquiste oltreoceano e sull’evoluzione del suo gruppo di lavoro, alternando tutti i suoi successi con foto dell’espansione della sua famiglia. Il suo motto? “Se vuoi, puoi”.

La mattinata è proseguita con Alessandra Patelli, atleta della nazionale italiana di canottaggio, premio CONI “Atleta eccellente, eccellente studente” nonchè laureata in Medicina. La giovane Alessandra ha raccontato che non è stato facile conciliare queste due grandi passioni, ci sono voluti anni di sacrifici, di resilienza e di organizzazione. La sua sincerità e tenacia sono state sicuramente di grande ispirazione per tutte le persone presenti.

Come per l’ultimo intervento, dove Giulia Baccarin, Co Founder e CEO di MIPU Predictive Analytics Hub con grande umiltà e ironia ha illustrato tutti i suoi fallimenti, tutto il suo percorso tra rifiuti dei suoi progetti e innumerevoli chiamate a freddo per arrivare a diventare una delle imprenditrici più innovative della scena italiana.

Gabriella Greison, personalità poliedrica, fisica nucleare, divulgatrice scientifica, scrittrice ed attrice, con il suo monologo teatrale “Dal gender gap alla donna 4.0: storie di donne che hanno cambiato il mondo” ci ha fatto conoscere aneddoti di grandi donne del passato.

“Cosa vuol dire essere una donna completa? Nelle interviste mi chiedono sempre se mi ritengo completa. Ma a uomini di successo nessuno rivolge domande del genere.” Così Giulia Baccarin si rivolge al pubblico.

Ma cosa significa essere una donna completa oggi?

Lasciamo a voi l’ardua sentenza.

Erasmus Plus KA2 NextGen4SC

Erasmus Plus KA2 NextGen4SC

NextGen4SC (Next Generation for Supply-Chain) è un progetto che mira a rafforzare il profilo professionale dei giovani che hanno intenzione di lavorare nel settore della “Supply Chain”, supportandoli e fornendo loro strumenti e metodi (come “Open Education & Innovative digital Platform”) per sviluppare abilità e competenze nel settore e promuovendo in questo modo, un lavoro di qualità per i giovani.
Target a cui è rivolto il progetto:

1) Generation Z (entro i 25 anni) ed Operatori del settore giovanile;
2) Potenziali datori di lavoro nella Logistica;
3) Youth stakeholders;
4) Company stakeholders;
5) Economy; (local, regional, national & European) stakeholders.

L’ obiettivo di NextGen4SC è quello di creare questa situazione vincente attraverso:

  • L’uso della tecnologia al fine di creare una metodologia formativa, indirizzata ad una Generazione Z, per
    prepararli nel settore della Logistica e Magazzino;
  • Un metodo di formazione mista, coinvolgendo i partecipanti attraverso esercitazioni, giochi di ruolo,
    discussioni di casi studio e presentazioni di lavoro di gruppo ed il cui lo scopo è, tra l’altro, quello di sviluppare un curriculum formativo per formatori nel settore giovanile o facilitatori nel processo di apprendimento dei giovani;
  • La Creazione di una piattaforma online aperta e gratuita (Network/Information Hub), che consentirà l’accesso a una pletora di informazioni incentrate sulla Supply Chain e rivolta a giovani e datori di lavoro del settore.

Per maggiori informazioni visita il sito del progetto: www.nextgenforsc.com.
Se sei un esperto, lavori o sei interessato al settore della “Supply Chain”, visita la piattaforma di implementazione progettuale: nextgen4sc.demobuild.eu.

Oltre a Eduforma Srl, i partners di progetto sono:

Per ulteriori informazioni:

Eduforma S.r.l
Tel. 049.8935833
Fax. 049.8954200
europrogettazione@eduforma.it

DGR 1315/2019: Quale Impresa? Strumenti per la valorizzazione del capitale intellettuale delle aziende venete

DGR 1315: Quale Impresa? Strumenti per la valorizzazione del capitale intellettuale delle aziende venete

  

REGIONE VENETO
FONDO SOCIALE EUROPEO IN SINERGIA CON IL FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE

 POR 2014/2020 OCCUPABILITA’ 

DGR N. 1315 del 10/09/2019 – QUALE IMPRESA

Strumenti per la valorizzazione del capitale intellettuale delle aziende venete – Approvato con Decreto 1458 del 27/11/2019
 

La presente iniziativa intende sostenere, in primis, la realizzazione di progetti volti ad aiutare i lavoratori senior a rimanere “attivi” il più a lungo possibile con l’avanzare dell’età contribuendo, con modalità nuove e stimolanti, allo sviluppo culturale, sociale ed economico della società.
Con tale iniziativa, pertanto, si intende sostenere il trasferimento delle competenze tra lavoratori e il passaggio generazionale nelle imprese con strumenti adeguati e finalizzati tanto alla crescita personale e professionale delle persone coinvolte quanto all’aumento della competitività e alla valorizzazione del patrimonio di conoscenze delle imprese venete.

Destinatari
Le attività progettuali dovranno essere rivolte prioritariamente a destinatari occupati e disoccupati over 54. Sono compresi tra i destinatari ammissibili i giovani assunti con contratto di apprendistato, purché la formazione svolta nell’ambito del progetto presentato non sostituisca in alcun modo la formazione obbligatoria per legge, prevista per gli apprendisti.

Non sono ammissibili i destinatari:
– soggetti riferibili ai settori della pesca, della sanità e socio-assistenziale;
– organismi di formazione, accreditati o non;
– soggetti pubblici o privati quali Comuni, enti pubblici, associazioni economiche di interesse pubblico, associazioni datoriali e di categoria, ecc…

Tipologie progettuali
I progetti dovranno supportare i lavoratori senior nell’acquisizione e/o nell’aggiornamento di competenze richieste dal mondo del lavoro – in particolare le competenze digitali di base e altre competenze necessarie allo svolgimento dei così detti lavori ibridi – e nel rafforzamento delle competenze trasversali necessarie alla valorizzazione del patrimonio di conoscenze dei lavoratori, in linea con gli obiettivi delle politiche di age management. I progetti potranno altresì prevedere attività specifiche per i giovani tali da favorire il loro inserimento nel contesto lavorativo in modo adeguato ed efficace a seconda della dimensione aziendale e del settore di produzione o di servizio.
Gli interventi formativi devono essere rivolti ad un minimo di 3 utenti per singola edizione/intervento.
Gli interventi di accompagnamento devono essere rivolti a singoli partecipanti o a gruppi da minimo 2 utenti a massimo 15 in base al tipo di intervento. Un destinatario può partecipare ad una sola edizione di una stessa tipologia di attività di accompagnamento.

 FESR

  1. Progetti che prevedono avvio di nuovi rami d’azienda, apertura di nuove unità locali, incremento del capitale sociale per effetto dell’ingresso di nuovi soci = non superiore al 40% del contributo pubblico totale del progetto
  2. Per tutti gli altri progetti = non superiore al 30% del contributo pubblico totale del progetto

6. Scadenza ed iter di presentazione

Scadenza per la presentazione: entro il 25 ottobre 2019.

PROGETTI APPROVATI

A.G.E.: Apprendimento, Generazioni, Evoluzione

Scopri i Corsi Attivi

Evento STEMming the gap

Evento STEMming the gap

FONDO SOCIALE EUROPEO
POR 2014 – 2020 – Ob. “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione”
DGR 1311/2018 – Protagonisti del cambiamento
LINEA 4 – 
F5: “Refresh your skills!”
Aggiornare le competenze digitali a supporto dell’occupabilità Femminile

Evento STEMming the gap
Venerdì 25 Ottobre 2019
Palazzo della Salute (complesso del MUSME – Museo della Storia della Medicina)
Via San Francesco 90, Padova

 

Il progetto a cui fa capo l’evento e finaziato dalla Regione Veneto, è volto a diminuire il gap di genere che contraddistingue le professioni digital attraverso percorsi formativi. Lo scopo dell’intervento è di far acquisire le partecipanti ad acquisire competenze tecniche e trasversali in ambito digitale per ricoprire ruoli di responsabilità ed evolvere la propria professionalità in termini di sviluppo di carriera o reinserimento lavorativo.

Il progetto ha permesso a numerosi enti di formazione dislocati sull’intero territorio veneto di sviluppare progetti, interventi e percorsi che hanno coinvolto un pubblico di utenti e numerose realtà aziendali. L’obiettivo dell’evento STEMming the gap è proprio quello di favorire l’occupabilità delle donne nei settori tecnico-scientifici, grazie a diversi workshop specialistici, tavole rotonde con le aziende che assumono personale nel settore STEM e un Recruiting time con speed interview tra le partecipanti e le aziende alla ricerca di personale.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

9.00 Registrazione e welcome coffee

9.30 Saluti istituzionali

  • Sergio Giordani, sindaco del Comune di Padova (* in fase di conferma)
  • Santo Romano, Direttore Area Capitale Umano, Cultura e Programmazione Comunitaria della Regione del Veneto

10.00 Donne e scienza: politiche e best practice dall’Università di Padova

Annalisa Oboe, Prorettrice alle Relazioni culturali, sociali e di genere dell’Università di Padova

10.20 Creatività e tecnologia: le basi dell’attività inventiva

Zimi Sawacha, ricercatrice in bioingegneria elettronica e informatica, Università di Padova

10.40 Sport, vita e lavoro: volere è potere

Alessandra Patelli, nazionale italiana di canottaggio, premio CONI “Atleta eccellente, eccellente studente”

11.00 Dal classico agli algoritmi: la contaminazione formativa incontra l’Industria 4.0

Giulia Baccarin, Co Founder e CEO di MIPU Predictive Analytics Hub

11.20 Tavola rotonda “Profili preziosi e competenze introvabili: la voce delle aziende”

Intervengono:

  • Anna Maria Morrone – Responsabile Reclutamento, Sviluppo e Formazione di Ferrovie dello Stato Italiane SpA
  • Marina Collautti, Head of Employer Branding, Recruiting & Mobility di Generali Italia
  • Stefanella Ebhardt, Milan Chapter Director di Uqido srl
  • Paolo Tosi, Responsabile Risorse Umane di TEXA SpA
  • Tiziano Barone, Direttore di Veneto Lavoro

12.20 Monologo teatrale “Dal gender gap alla donna 4.0: storie di donne che hanno cambiato il mondo”

Gabriella Greison, fisica nucleare, divulgatrice scientifica, scrittrice ed attrice

13.00 Light Lunch con corner “CV Check”

WORKSHOP POMERIDIANI (a posti limitati, prenotazione online obbligatoria)

14.00 Sense of initiative and entrepreneurship: gli ingredienti per un’impresa di successo

A cura di Eduforma e Job Centre, Sala Elettra sez. A (piano terra)

14.00 Stampa 3D, una tecnologia che rompe gli schemi

A cura di Collegio Don Mazza, Sala Argo (primo piano)

14.00 Formazione STEM per Industria 4.0: il ponte tra lavoro e aziende

A cura di t2i, Sala LIM (primo piano)

14.00 Innovation boost con il LEGO® SERIOUS PLAY®

A cura di Job Centre ed Eduforma, Sala Lab (primo piano)

15.00 Recruiting time. Speed interview tra le partecipanti e le aziende alla ricerca di personale: Generali Italia, Zucchetti, CAREL, Uqido, TEXA , Omicron , MIPU , Hilti Italia , STEAM , ID&M, reMedia, Parker, Rend Studio e molte altre ancora.

Sala Elettra sez. B (piano terra)

18.00 Conclusione evento

CONDUCE E MODERA: Pietro Osti, giornalista

EVENT INFO: Riccardo Maistrello, maistrello@jobcentre.it, tel. 049 89.35.206

> Progetto finanziato nell’ambito della Direttiva della Regione Veneto nr. 1311/2018 che prevede – tra i numerosi interventi – una linea d’azione integralmente dedicata alla creazione di nuove opportunità di occupazione, di riduzione del gap di genere nelle professioni e di sviluppo di progressioni di carriera per donne disoccupate residenti o domiciliate in Veneto.

Sede dell’evento
L’evento si svolge presso il Palazzo della Salute (complesso del MUSME – Museo della Storia della Medicina), situato in via San Francesco nr. 90, a Padova.

Info e iscrizioni
La partecipazione è libera e gratuita, con obbligo di registrazione online. In fase di iscrizione è anche necessario specificare a quale dei 4 workshop pomeridiani si desidera assistere.

Per iscriversi clicca QUI

Il ruolo in azienda dell’Addetto all’ufficio Export

Il ruolo in azienda dell’Addetto all’ufficio Export

Il ruolo in azienda dell’Addetto all’ufficio Export

Nonostante la crisi globale, le esportazioni italiane sono in continua espansione: le realtà che funzionano e crescono nonostante la difficoltà generale sono quelle che vendono fuori confine. Nasce quindi la necessità di avere in azienda un professionista che si occupi del commercio internazionale, con competenze atte a favorire lo sviluppo commerciale verso i mercati esteri.

Secondo i dati ISTAT registrati questo anno, l’Italia ha registrato una crescita di 3,7 miliardi, rispetto all’anno precedente, che si traduce in un surplus commerciale di 4 miliardi.
Il Made in Italy ha registrato, secondo la stima Coldiretti, un record storico: 40 miliardi di euro per l’esportazione di prodotti agroalimentari all’estero.

Il tecnico di commercio estero è una figura esperta nell’ambito commerciale ed in particolare dedicata alla gestione delle relazioni con collaboratori, fornitori e clienti stranieri, per creare e/o rafforzare nuove opportunità di vendita nei mercati globali.
Tra le competenze specifiche richieste per ricoprire questo ruolo, le aziende valutano dei candidati che sappiano:

  • Elaborare una strategia di export;
  • Pianificare e gestire le azioni di export;
  • Gestire le relazioni di business con interlocutori stranieri;
  • Valutare gli aspetti amministrativi, contrattuali e logistici di un processo di export;
  • Gestire gli aspetti di marketing e posizionamento a livello internazionale.

Un aspetto molto importante nella pianificazione di una azione di internazionalizzazione è sicuramente la valutazione della propria struttura. L’addetto al commercio estero dovrà essere in grado di analizzare se si dispone della giusta infrastruttura per poter gestire effettivamente richieste, chiamate o prospettive commerciali in una nuova lingua e territorio.

Il commercio estero nel mondo digitale

Oggi, per espandersi, le aziende non vendono più esclusivamente ai clienti locali, ma fanno affidamento sull’uso della tecnologia e dei siti web per raggiungere i consumatori di tutto il mondo.
E’ necessario quindi saper comunicare sul web e gestire delle campagne di marketing digitale a livello internazionale, oltre che disporre di un e-commerce (se il prodotto lo consente) che sia funzionale e user-friendly.
Una vasta gamma di considerazioni devono essere affrontate al fine di adattare la strategia aziendale a un mercato globale. Le aree principalmente coinvolte sono: il design del sito web, SEO a livello internazionale, Adwords e social media marketing internazionale.
Sicuramente il primo passo nella creazione di una strategia di marketing internazionale è l’analisi: del mercato, della situazione attuale e della concorrenza.

Individuato il piano di azione, l’operatore del commercio estero deve essere in grado di:

  • Contribuire all’implementazione del piano di marketing aziendale;
  • Partecipare a controlli di marketing (interni ed esterni);
  • Seguire i risultati delle campagne promozionali;
  • Preparare rapporti da presentare al direttore marketing;
  • Progettare questionari per ricerche di mercato;
  • Sviluppare proposte per il lancio di nuovi prodotti / servizi;
  • Coordinare le azioni pubblicitarie.

Sviluppando una strategia internazionale, il numero di potenziali clienti e fornitori può aumentare in modo significativo.

Il ruolo di addetto al commercio estero è sicuramente di vitale importanza per le aziende che sono interessate a sviluppare il proprio business all’estero. Per potersi preparare al meglio al ruolo, è possibile partecipare a percorsi formativi gratuiti finanziati dalla Regione Veneto e promossi da Eduforma.

Sei interessato a implementare le tue competenze per diventare un esperto del commercio estero?

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GDPR: diritti, doveri e vantaggi per un’azienda

GDPR: diritti, doveri e vantaggi per un’azienda

GDPR diritti, doveri e vantaggi per un’azienda

Se cercate informazioni su internet riguardo il General Data Protection Regulation (GDPR), troverete molti articoli riguardanti l’enorme ammontare delle multe previste in caso di mancato adeguamento, dipingendo questo come un insieme di molteplici e complicati compiti da assolvere creati solo per complicare la vita ai titolari d’azienda.


Ovviamente le sanzioni previste non permettono ad alcuno di sottovalutare i diritti e i doveri imposti da tale regolamento, ma ponendo l’attenzione solo sul lato sanzionatorio spesso il processo di adeguamento viene percepito come un’ incombenza che ostacola il normale svolgersi delle attività.
Adottare nuovi principi di compliance GDPR permette alle aziende di divenire più competitive e più efficienti, poiché al centro di ogni processo e flusso sul dato i diritti dei consumatori sono protagonisti, le aziende quindi hanno l’opportunità di ripensare profondamente i processi ed i flussi che muovono i dati all’interno dei diversi comparti aziendali migliorando e svecchiando le proprie pratiche aziendali e tenendo il passo con lo stato dell’arte della tecnologia.
Di seguito cinque punti importanti di vantaggio, conseguenza di un corretto adeguamento:

  1. Accrescere la sicurezza informatica dell’azienda;
  2. Migliorare la gestione di dati e nello specifico dei dati personali;
  3. Incrementare il ritorno degli investimenti marketing (ROI);
  4. Potenziare la fiducia e la fedeltà dell’audience;
  5. Abbracciare una nuova cultura di business.

Accrescere la sicurezza informatica dell’azienda

Ovviamente non ci sono compagnie al mondo che possono permettersi di ignorare la propria sicurezza informatica, visti i costi o le perdite derivate da un data breach o un rallentamento dell’azienda dovuto a furti o perdite di dati cruciali per i processi aziendali.
Ha senso prendere la privacy seriamente poiché può aiutare a creare un flusso di dati consapevole dal punto di vista della sicurezza.
Il General Data Protection Regulation richiede alle aziende di indicare le proprie strategie di sicurezza e di adottare adeguate misure amministrative e tecnologiche per garantire la protezione dei dati personali dei cittadini europei. È quasi impossibile riuscire a garantire la sicurezza e l’integrità di certi dati lasciandone altri fuori. Infatti, il regolamento incoraggia a valutare e migliorare le infrastrutture, costruire un più sano processo di protezione dei dati e un monitoraggio continuo e costante dello stato di sicurezza. Questi interventi possono ridurre gli spazi d’attacco, comprendendo meglio ciò che avviene all’interno delle infrastrutture IT e diminuire la percezione, che molte aziende hanno con chi per loro si occupa di gestire il comparto IT, che ci sia una “tributo in tecnologia” da pagare, nel momento che la prevenzione ed il monitoraggio riduce i costi di manutenzione e recupero dei dati (prevenire è meglio che curare).

Migliorare la gestione di dati e nello specifico dei dati personali

Per raggiungere l’adeguamento, si deve sapere precisamente quali informazioni sensibili si possiedono analizzando tutti i tipi di dati posseduti. Questo consentirà di minimizzare i tipi di dati da raccogliere e conservare, organizzare meglio i database e definire un processo di gestione dati.

Si dovranno individuare e risolvere le ridondanze, i dati non più utili perché soggetti all’obsolescenza digitale e i file conservati nonostante non abbiano più alcuna rilevanza economica. Pulendo i dati si abbatteranno i costi di storage (stoccaggio) e di processing (processamento) eliminando data ROT (dati degradati), e dati personali parziali dei clienti. Questi dati rappresentano un grosso ostacolo alla compliance GDPR divenendo un rischio per la propria organizzazione. Perché prendersi la responsabilità di qualcosa che non ha più valore?

Dopo aver analizzato tutti i dati posseduti, si devono rendere i dati ricercabili e indicizzati. Garantendo la possibilità di eseguire quelle operazioni atte a garantire parte dei diritti sanciti dal regolamento quali: cancellazione, oblio e trasferimento. D’altro canto questa attività permetterà ai dipendenti di avere a disposizione dati sempre utiliin ordine, aggiornati, ma soprattutto, prontamente reperibili.

Incrementare il ritorno degli investimenti marketing (ROI)

Secondo il GDPR le aziende devono implementare una politica di acquisizione dati, che includa modalità di raccolta consensi utili a documentare il permesso ottenuto al trattamento dei dati personali, unito ciò alla bonifica dei dati degradati o parziali, renderanno i database posseduti liste di clienti/utenti sicuramente disposti ad essere raggiunti dalle operazioni di re-marketing previste alle quali abbiano dato il consenso.

Si potrà, di conseguenza, avere un quadro più definito dell’audience interessata al proprio brand. In questo modo si avrà una maggiore percentuale di clic ed un maggior numero di conversioni e condivisione; quindi il budget dedicato al marketing sarà speso meglio e più saggiamente incrementando il ROI.

Potenziare la fiducia e la fedeltà dell’audience

L’adeguamento al GDPR può supportare l’azienda nel costruire relazioni di fiducia con i consumatori propri e non. Quando si raccolgono i consensi bisogna essere chiari e trasparenti riguardo a l’uso che faremo dei dati raccolti. Visto che i consumatori diventano sempre più sospettosi riguardo a come le aziende usino i loro dati, la trasparenza e la responsabilità incoraggiano la fiducia del consumatore.

Abbracciare una nuova cultura di business

Perché non provare ad essere un’azienda amica della privacy? Le aziende dovrebbero pensare ai propri Brand come elementi della società che non si limitino a consumare e sostenersi ma che contribuiscano alla crescita dei valori della comunità nella quale operano.
Adeguarsi al GDPR sicuramente non è semplice, un leader saggio raccoglie questa sfida come qualcosa di estremamente importante, qualcosa di più importante che compiere il minimo sforzo, necessario a non incorrere in sanzioni.
Il GDPR è la nuova opportunità per eccellere!!!

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