Categoria: Corsisti

PRODUCT DESIGN WORKFLOW: analisi di un caso reale

PRODUCT DESIGN WORKFLOW: analisi di un caso reale

STRUMENTI PER IL DESIGN

workshop e seminario on line

  

FONDO SOCIALE EUROPEO
POR 2014 – 2020 – Ob. “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione

DGR 1311/2018 – Protagonisti del cambiamento
LINEA 1 – VALUE CHAIN: Tecnologie abilitanti e nuovi modelli di business

 

La Regione del Veneto, in merito alla DGR 1311/2018 vi invita ai Workshop gratuiti e ON Line che si terranno in collaborazione con Paradigma Srl venerdì 30 Settembre dalle 14:00 alle 18:15.

 

EVENTO 1 | PRODUCT DESIGN WORKFLOW

14.00-16:00

Verrà preso in esame un case study reale e verranno analizzate le fasi di progettazione 3D, animazione e video rendering e simulazione in realtà virtuale.

  • Introduzione al Product Design – Concept Phase.
  • Case study “NEXT” – Workflow di progettazione e programmi utilizzati: Modellazione Meccanica: Fusion 360 (modellazione parametrica)

 

EVENTO 2 | STRUMENTI PER IL DESIGN

16:15-18:15

Verranno analizzati gli strumenti per il designdi prodotto offerti dalle nuove tecnologie.

  • Animazione 3D e video rendering: Blender 3D
  • Esperienza in Realtà Virtuale e Simulazione Stradale: Unity 3D (game engine)

 

RELATORI

Antonio Guadagnino – Imprenditore seriale, innovation designer.
Co-fondatore e CEO di Paradigma, innovation hub dedicato a tecnologie esponenziali.
Sostenitore di un nuovo modello sostenibile di innovazione basato sul vantaggio sistemico all’interazione da parte di istituzioni, imprese, consulenti, enti di formazione, investitori.

Tommaso Gecchelin – Inventore fondatore e CTO di NEXT Future Transportation. Designer dell’innovazione per aziende in tutto il mondo, unendo le competenze scientifiche e tecnologiche con la metodologia progettuale avanzata, creando soluzioni per problemi di vario tipo, soprattutto riguardanti l’impatto del fattore umano su sistemi complessi.

 

CHI PUO’ PARTECIPARE

Occupati e disoccupati residenti o domiciliati in Veneto.

 

ISCRIZIONI

Per iscriversi vi invitiamo a compilare e inviare il form che trovate QUI entro e non oltre giovedì 29 ottobre 2020.

 

MAGGIORI INFORMAZIONI

selezione@eduforma.it | 049 8935833 

Il Bonus Occupazionale: un’opportunità per il nostro futuro

Il Bonus Occupazionale: un’opportunità per il nostro futuro

Il colloquio di selezione istruzioni per l’uso

La Regione del Veneto ha attivato, nell’ambito delle misure POR-FSE, una specifica misura denominata POR FSE 2014-2020 Asse I – Occupabilità – Bonus occupazionali: incentivi per l’occupazione dei giovani e la stabilizzazione dei dipendenti nelle imprese colpite dalla pandemia di COVID-19 nella Regione del Veneto.

Queste misure vogliono sostenere  l’imprenditoria italiana e nello stesso momento agevolare il reinserimento lavorativo della categoria più a rischio in questo particolare momento storico: i giovani.

In merito a questo, sono stati stati stanziati € 10.000.000 per agevolare l’inserimento degli Under 35 nonché il mantenimento degli stessi nel contesto lavorativo attraverso un contributo per le imprese che, nel periodo tra il 1 febbraio ed il 31 ottobre 2020, hanno instaurato rapporti di lavoro a tempo indeterminato o determinato full time di durata almeno pari a 12 mesi, oppure che hanno proceduto alla trasformazione dei rapporti di lavoro a termine.

Le domande possono essere presentate entro e non oltre le ore 13:00 di ciascun giorno di scadenza dello sportello.
Le prossime domande possono essere quindi presentate dal 1° al 31 ottobre 2020, per assunzioni stipulate dal 1° febbraio fino al 31 ottobre 2020.

Soggetti proponenti  
Possono presentare domanda:

  1. Le Imprese, nella persona del legale rappresentante, rientranti nella definizione di PMI  di qualsiasi settore di attività con sede legale e con almeno un’unità produttiva in Veneto;
  2. lavoratori autonomi, che risultino iscritti all’Albo professionale, all’Ordine o al Collegio professionale di competenza.

Soggetti destinatari
Sono soggetti destinatari i giovani, residenti o domiciliati in Veneto, che al momento della stipula del contratto abbiano età compresa tra i 18 e i 35 anni compiuti che si trovano in una delle seguenti condizioni:

  • Nel caso di nuove assunzioni: essere disoccupati;
  • Nel caso di trasformazioni di rapporti di lavoro: essere dipendenti dai soggetti richiedenti il contributo.

Tipo di agevolazione: contributo a fondo perduto
L’ammontare del contributo per l’assunzione a tempo indeterminato o determinato o per la trasformazione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato full time è definito sulla base della tipologia di contratto stipulato e in considerazione della tipologia di destinatari.

Contributo
L’agevolazione per le giovani lavoratrici corrisponde a:

  • 6 mila euro in caso di assunzioni o trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.
  • 4 mila euro nel caso di assunzioni a tempo pieno e determinato per un minimo di 12 mesi.

Per i giovani lavoratori è previsto un contributo di:

  • 5 mila euro nel caso di assunzione o trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato..
  • 3 mila euro nel caso di assunzione a tempo pieno e determinato di almeno 12 mes

Procedure e invio domanda
Le domande e tutta la documentazione devono essere presentate online accedendo alla piattaforma Cloud sviluppata dalla Regione Veneto. Le domande possono essere presentate solo dal legale rappresentante dell’azienda, che dovrà accedere grazie allo SPID. La Regione Veneto ha pubblicato nel suo sito delle Linee Guida dove viene spiegata la procedura passo dopo passo.

Se sei un’azienda puoi beneficiare del bonus anche attraverso l’adesione ai progetti che Eduforma promuove. Ospitando un tirocinante la aziende avranno la possibilità di testare le competenze dei ragazzi sul campo, valutare in un secondo momento un’eventuale assunzione e a seconda della tipologia di contratto beneficiare di diverse agevolazioni.

 

5 libri per non avere paura di cambiare

5 libri per non avere paura di cambiare

5 libri per non avere paura di cambiare

Con l’avvicinarsi delle prossime festività i media hanno l’oscuro compito di innondarci di idee su cosa regalare, non risparmiandoci dal suggerirci futili accessori dal vago utilizzo e facendoci dimenticare che esiste solo un oggetto che non passerà mai di moda, che è facile da incartare, che è molto facile da rendere unico e fa sempre piacere ricevere: stiamo parlando del libro.

Regalare un libro è come regalare un mondo intero. Ci sono attività che necessitano di accessori, strumenti, situazioni complesse che rendono tali attività se non difficoltose perlomeno impegnative da svolgere. Leggere no. Per leggere non serve altro che non sia il libro… e basta.
Un libro, una volta letto, entra a far parte di noi, con tutti i suoi contenuti, i suoi insegnamenti, le sue storie e i suoi mondi. Regalare un libro è come regalare un’esperienza, una parte di vita.
Sfruttiamo allora gli immancabili buoni propositi di fine anno, per cambiare in meglio la nostra prospettiva personale e professionale con 5 letture che potrebbero, grazie a diversi temi, sfacettature di sintassi, trama e significato farvi aiutare a trovare la vostra strada, ritrovarla qualora l’aveste smarrita e non aver paura di evolversi, sia professionalmente che personalmente.

Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas
Il volume di oltre 1000 pagine si presenta come un romanzo ricco di emozioni, passando per grandi temi come l’amore, la vendetta, la giustizia, il desiderio. Dumas mediante il personaggio di Edmondo Dantès  ci trascina  in un’avventura unica e appassionante con uno stile lineare, senza mai cadere in banalità.
Una storia che tutti dovrebbero leggere prima o poi per capire il senso del sacrificio, della metamorfosi e del riscatto finale che tutti noi in momenti difficili attendiamo con ansia.

Ulisse di James Joyce
Opera basilare della letteratura europea di inizio novecento, è considerato da molti genesi del romanzo moderno. Durante il racconto di questa giornata dublinese fatta di avvenimenti comuni e di personaggi ordinari è proprio la normalità nella sua quotidianità a divenire potente e unica, i pensieri, quasi tutti rappresentati come un flusso senza fine, sono l’ unico mezzo per comprendere la realtà e il momento esatto in cui si sta vivendo per capire al meglio dove si sta andando.

La società dello spettacolo di Guy Debord
Nonostante il francese Debord l’abbia pubblicato ben più di 40 anni fa, questo libro è permeato di un’attualità disarmante. Si potrebbe pensare che l’autore si riferisca e faccia una disamina dello sviluppo enorme dell’influenza dei media (cinema, radio, televisione). Ma quello che preme a Debord è vedere non tanto quanto lo spettacolo regni sovrano nella società moderna, quanto piuttosto cogliere il significato profondo di questo processo.Un’opera per capire quanto diamo importanza a come il mondo ci vede.
Per non sentirsi solo comparse in questa società dello spettacolo, ma attori protagonisti senza soccombere al giudizio degli altri.

Punto, Linea, Superficie di Wassily Kandinsky
Fra tutti i grandi pittori del ’900 Kandinsky è quello che forse più di ogni altro ha sentito l’esigenza di dare una formulazione teorica ai risultati delle proprie ricerche e di allargarne il significato toccando tutti i piani dell’esistenza. Punto, linea, superficie si presenta apparentemente come un’opera fredda e tecnica, ma in realtà è l’espressione più articolata, matura e sorprendente del pensiero dell’artista.
Kandinsky ci insegna ad «ascoltare» la forma, come mai nessuno prima di lui, ci apre una possibilità di esplorazione, che è, come scriveva egli stesso, «la possibilità di entrare nell’opera, diventare attivi in essa e vivere il suo pulsare con tutti i sensi».
Perchè  il cambiamento parte anche dalla percezione estetica e dalla curiosità che abbiamo del mondo.

L’origine della Specie di Charles Darwin
Darwin illustra per la prima volta al grande pubblico la sua teoria riguardo il processo della selezione naturale, attraverso il quale organismi di una stessa specie si evolvono gradualmente nel tempo rifiutando la teoria affermata fino a quell’epoca, il creazionismo, che ritiene le specie immutabili, in quanto create già perfette da Dio.
Opera monumentale nonostante possa apparire dedicata solo a tecnici del settore, è rivolta anche ad un pubblico di non specialisti, in quanto idee e concetti possono essere applicati anche nella nostra vita di tutti i giorni.
Pertanto quando Darwin sostiene che è l’ambiente a modificare e adattare le specie viventi, poiché a causa di continui cambiamenti ambientali, avviene una selezione naturale che agisce sui caratteri variabili tipici di ogni specie, non ci dice altro che solo attraverso il cambiamento possiamo favorire il nostro processo di sopravvivenza in questo mondo.

“…mentre questo pianeta ha continuato a roteare seguendo le immutabili leggi di gravità, da un inizio così semplice infinite forme, sempre più belle e meravigliose, si sono evolute e tuttora si evolvono”

Buona lettura e…buon cambiamento!

I giovani in Italia e le opportunità finanziate per ricominciare!

I giovani in Italia e le opportunità finanziate per ricominciare!

giovani in Italia e le opportunità finanziate per ricominciare

I giovani sono i soggetti più coinvolti nelle grandi transizioni sociali, sia quando il cambiamento si presenta come una stagione di sviluppo, sia quando ha i lineamenti di un processo involutivo, sia quando, come accade anche oggi, nuove sfide e opportunità, rischi inediti, resistenze del passato, sono strettamente intrecciati.

Anche la transizione alla tarda modernità, che l’Europa sta vivendo, si propone anzitutto come una sfida per i giovani. I giovani italiani sono i protagonisti di un passaggio difficile, dominato dal timore che il nostro paese, entrino nel nuovo assetto politico internazionale, e nell’economia globalizzata, con uno slancio troppo debole, frenato dalle inerzie del passato, e mettano a repentaglio la ricchezza accumulata, senza riuscire a cogliere i vantaggi del nuovo scenario europeo e mondiale.

Questa percezione spinge individui e soggetti sociali ad assumere comportamenti difensivi e a frenare ulteriormente il cambiamento. In questo quadro i giovani, che detengono meno risorse e posizioni degli altri, sono le figure sociali più esposte a un cambiamento che, non essendo incanalato in un progetto collettivo, si avvita in un percorso più fragile e rischioso. Il mutamento tocca rapidamente molti aspetti della loro vita: economici, politici e sociali.
Le politiche per i giovani devono essere disegnate a partire dalla conoscenza di questi cambiamenti, e trattarli in modo integrato, per conseguire risultati efficaci. (dallo studio I giovani fra rischi della modernità)

La disoccupazione nella fascia tra i 15 e i 29 anni mostra valori drammatici attestandosi su livelli che superano la soglia del 40%. Le evidenze empiriche a proposito della qualità del lavoro ci dicono che in media, più della metà dei giovani svolge mansioni diverse da quelle per cui è formato. Il “mismatch” di competenze, infatti, nel nostro paese, è stimato intorno al 70%, sia per qualifiche diverse rispetto al proprio lavoro, sia per diplomi e lauree che non mantengono le promesse che sarebbero loro proprie. La conseguenza è spesso quella di percepire stipendi più bassi delle aspettative e di nutrire nel tempo demotivazione e frustrazione che, soprattutto nei soggetti più giovani, si associano a crisi identitarie, perdita di fiducia in se stessi e difficoltà a pensare in termini ottimistici il proprio futuro.

I giovani si trovano in una condizione di doppia fragilità: alla preoccupazione di non rientrare nel mercato del lavoro si aggiunge il mancato sviluppo delle soft skill, così tanto richieste dal mercato del lavoro. Nell’epoca digitale ”industria 4.0 “, quale quella attuale, Il tema dell’occupabilità intesa come abilità a trovare e mantenere un’occupazione sposta l’accento dalle competenze tecnico-specialiste o hard skill, come più recentemente definite, alle competenze trasversali o soft skill.

NEET, acronimo di “Not in Education, Employment or Training” ovvero giovani di età compresa tra i 15 e i 29 che non partecipano né cercano alcun percorso di formazione, istruzione o lavoro. Il rapporto Ocse ‘Uno sguardo sull’istruzione 2017’ ha evidenziato che in Italia i NEET sono il 26% dei giovani ( media Ocse 14,% ). I NEET italiani sono la categoria con le performance più inferiori in termini di competenze: il punteggio medio raggiunto è pari a 242, sotto la media nazionale (punteggio medio 250).

Nella nota statistica “La distanza dal mercato del lavoro ed il rapporto con i Servizi Pubblici per l’Impiego” relativa all’anno 2017, sulla base dell’analisi di microdati ISTAT, ANPAL classifica i NEET in quattro categorie:

  • Persone in cerca di occupazione”, ovvero disoccupati di media o lunga durata, che rappresentano il 41% dei NEET. Sono in maggioranza maschi (54,4% del totale) di età superiore ai 20 anni, per circa la metà con precedenti esperienze lavorative, un livello di istruzione medio-alto e vivono con la famiglia di origine;
  • Individui in cerca di opportunità” che esprimono l’esigenza di formarsi e mantengono un’attenzione al mondo della formazione e del lavoro in attesa di rientrarvi. Sono il 24,9%, hanno generalmente più di 20 anni, sono inoccupati (senza esperienze lavorative precedenti) e vivono con la famiglia di origine;
  • Individui non disponibili” perché impegnati in attività di accudimento/maternità. Rappresentano il 19,5% dei NEET, hanno un livello di istruzione basso, circa il 75% sono donne e molte sono straniere. Sono persone generalmente sposate o conviventi;
  • Individui disimpegnati” che costituiscono il 14,5% dei NEET, hanno un livello di istruzione inferiore, sono donne in oltre la metà dei casi e con un’età variabile (il 13,7% di 15-19enni, il 37% di 20-24enni, il 49,2% di 25-29enni);

Noi di Eduforma cerchiamo di supportare questa categoria svantaggiata tramite la DGR 765 Work Experience per i Giovani e i numerosi percorsi di formazione costruiti sul bando e che prevedono una parte di formazione professionalizzante e una parte di tirocinio dove l’impresa potrà testare la professionalità del giovane NEET e i ragazzi conoscere la realtà aziendale e farne tesoro per la propria carriera.

Vuoi maggiori informazioni? Scopri tutti i progetti della DGR Work Experience per i Giovani!

STEMming the gap: una giornata all’insegna della scienza e del coraggio

STEMming the gap:
una giornata all’insegna della scienza
e del coraggio

STEMming the gap una giornata all’insegna della scienza e del coraggio

Il 25 Ottobre  2019 si è svolto l’evento STEMming the gap, presso la splendida cornice del Palazzo della Salute (MUSME) a Padova.

La giornata è stata organizzata assieme ad altri enti di formazione di Padova all’interno di una programmazione regionale dedicata allo sviluppo delle competenze digitali e imprenditoriali delle donne residenti nella Regione Veneto.

Eduforma e tutti gli altri enti coinvolti stanno lavorando a questo progetto che fa parte della DGR 1311/2018 Linea 4, nato proprio per favorire l’occupabilità femminile nell’ambito STEM, proponendo attività formative ad ampio raggio su tutti quegli ambiti molto spesso poco considerati da un pubblico femminile. In particolare il termine STEM, che ha connotato l’evento, raggruppa quelle che sono le tematiche relative alle scienze, alla tecnica all’ingegneria e alla matematica, tutti ambiti in cui le lavoratrici sono meno numerose rispetto ai lavoratori.

Con questo evento, inserito in progetti formativi di più ampio respiro, si è voluto raccontare il mondo Stem al femminile.

Nel pomeriggio è stato organizzato un momento di formazione attraverso dei workshop e una fase di recruiting fra gli iscritti al seminario con aziende come Zucchetti, Uqido, TEXA, Omicron, MIPU, Hilti Italia, STEAM, Generali e molte altre ancora. L’affluenza è stata altissima: hanno partecipato più di 250 persone, con lauree e background in ambito tecnico, scientifico, economico.

E’ stato un evento di altissimo livello, con speaker da tutta Italia che hanno condiviso le loro esperienze di eccellenza imprenditoriale, scientifica, olimpica, artistica. La giornata è stata aperta da importanti rappresentanti delle Istituzioni, come Chiara Galliani (Assessore all’Ambiente di Padova) e Santo Romano (Direttore Programmazione Comunitaria della Regione). Gli interventi della mattina si sono svolti in un clima di grande partecipazione, le ospiti che sono intervenute hanno raccontato con passione e precisione la loro esperienza professionale non dimenticandosi mai di ricordare alla platea che si può ambire a raggiungere qualsiasi obiettivo anche senza dover rinunciare alla propria vita personale.

E’ di queste donne che vogliamo parlare, eccellenze italiane del mondo della tecnologia, della scienza e dello sport.

Annalisa Oboe, prorettrice Unipd, promuove e coordina le iniziative dell’Ateneo in ambito culturale e sociale.  La docente assicura il coordinamento delle iniziative in materia di pari opportunità e in relazione a questo ha riportato dei dati statistici che denotano uno scompenso preoccupante sulla percentuale di donne iscritte e di come questo diminuisce quando le stesse donne svolto il percorso di studi trovano uno sbocco lavorativo: si scende fino al 20%.

Zimi Sawacha, ricercatrice in bioingegneria elettronica e informatica dell’ Università di Padova ci ha raccontato tutta la sua storia accademica, partendo dalla fiducia che docenti e ricercatori hanno riposto sin dall’inizio in lei,  soffermandosi sulle conquiste oltreoceano e sull’evoluzione del suo gruppo di lavoro, alternando tutti i suoi successi con foto dell’espansione della sua famiglia. Il suo motto? “Se vuoi, puoi”.

La mattinata è proseguita con Alessandra Patelli, atleta della nazionale italiana di canottaggio, premio CONI “Atleta eccellente, eccellente studente” nonchè laureata in Medicina. La giovane Alessandra ha raccontato che non è stato facile conciliare queste due grandi passioni, ci sono voluti anni di sacrifici, di resilienza e di organizzazione. La sua sincerità e tenacia sono state sicuramente di grande ispirazione per tutte le persone presenti.

Come per l’ultimo intervento, dove Giulia Baccarin, Co Founder e CEO di MIPU Predictive Analytics Hub con grande umiltà e ironia ha illustrato tutti i suoi fallimenti, tutto il suo percorso tra rifiuti dei suoi progetti e innumerevoli chiamate a freddo per arrivare a diventare una delle imprenditrici più innovative della scena italiana.

Gabriella Greison, personalità poliedrica, fisica nucleare, divulgatrice scientifica, scrittrice ed attrice, con il suo monologo teatrale “Dal gender gap alla donna 4.0: storie di donne che hanno cambiato il mondo” ci ha fatto conoscere aneddoti di grandi donne del passato.

“Cosa vuol dire essere una donna completa? Nelle interviste mi chiedono sempre se mi ritengo completa. Ma a uomini di successo nessuno rivolge domande del genere.” Così Giulia Baccarin si rivolge al pubblico.

Ma cosa significa essere una donna completa oggi?

Lasciamo a voi l’ardua sentenza.

Il ruolo in azienda dell’Addetto all’ufficio Export

Il ruolo in azienda dell’Addetto all’ufficio Export

Il ruolo in azienda dell’Addetto all’ufficio Export

Nonostante la crisi globale, le esportazioni italiane sono in continua espansione: le realtà che funzionano e crescono nonostante la difficoltà generale sono quelle che vendono fuori confine. Nasce quindi la necessità di avere in azienda un professionista che si occupi del commercio internazionale, con competenze atte a favorire lo sviluppo commerciale verso i mercati esteri.

Secondo i dati ISTAT registrati questo anno, l’Italia ha registrato una crescita di 3,7 miliardi, rispetto all’anno precedente, che si traduce in un surplus commerciale di 4 miliardi.
Il Made in Italy ha registrato, secondo la stima Coldiretti, un record storico: 40 miliardi di euro per l’esportazione di prodotti agroalimentari all’estero.

Il tecnico di commercio estero è una figura esperta nell’ambito commerciale ed in particolare dedicata alla gestione delle relazioni con collaboratori, fornitori e clienti stranieri, per creare e/o rafforzare nuove opportunità di vendita nei mercati globali.
Tra le competenze specifiche richieste per ricoprire questo ruolo, le aziende valutano dei candidati che sappiano:

  • Elaborare una strategia di export;
  • Pianificare e gestire le azioni di export;
  • Gestire le relazioni di business con interlocutori stranieri;
  • Valutare gli aspetti amministrativi, contrattuali e logistici di un processo di export;
  • Gestire gli aspetti di marketing e posizionamento a livello internazionale.

Un aspetto molto importante nella pianificazione di una azione di internazionalizzazione è sicuramente la valutazione della propria struttura. L’addetto al commercio estero dovrà essere in grado di analizzare se si dispone della giusta infrastruttura per poter gestire effettivamente richieste, chiamate o prospettive commerciali in una nuova lingua e territorio.

Il commercio estero nel mondo digitale

Oggi, per espandersi, le aziende non vendono più esclusivamente ai clienti locali, ma fanno affidamento sull’uso della tecnologia e dei siti web per raggiungere i consumatori di tutto il mondo.
E’ necessario quindi saper comunicare sul web e gestire delle campagne di marketing digitale a livello internazionale, oltre che disporre di un e-commerce (se il prodotto lo consente) che sia funzionale e user-friendly.
Una vasta gamma di considerazioni devono essere affrontate al fine di adattare la strategia aziendale a un mercato globale. Le aree principalmente coinvolte sono: il design del sito web, SEO a livello internazionale, Adwords e social media marketing internazionale.
Sicuramente il primo passo nella creazione di una strategia di marketing internazionale è l’analisi: del mercato, della situazione attuale e della concorrenza.

Individuato il piano di azione, l’operatore del commercio estero deve essere in grado di:

  • Contribuire all’implementazione del piano di marketing aziendale;
  • Partecipare a controlli di marketing (interni ed esterni);
  • Seguire i risultati delle campagne promozionali;
  • Preparare rapporti da presentare al direttore marketing;
  • Progettare questionari per ricerche di mercato;
  • Sviluppare proposte per il lancio di nuovi prodotti / servizi;
  • Coordinare le azioni pubblicitarie.

Sviluppando una strategia internazionale, il numero di potenziali clienti e fornitori può aumentare in modo significativo.

Il ruolo di addetto al commercio estero è sicuramente di vitale importanza per le aziende che sono interessate a sviluppare il proprio business all’estero. Per potersi preparare al meglio al ruolo, è possibile partecipare a percorsi formativi gratuiti finanziati dalla Regione Veneto e promossi da Eduforma.

Sei interessato a implementare le tue competenze per diventare un esperto del commercio estero?

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Garanzia Giovani: una concreta opportunità di crescita

Garanzia Giovani: una concreta opportunità di crescita

Garanzia Giovani: una concreta opportunità di crescita

Garanzia Giovani (Youth Guarantee) è il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile.
Ma cosa prevede esattamente e quali sono le opportunità per i giovani NEET?
Scopriamolo insieme.

Con il bando “Work experience per i giovani” la Regione finanzia nuovi percorsi formativi e di tirocinio per i NEET

E’ ripartito il Programma Garanzia Giovani Veneto con un bando con cui la Regione del Veneto finanzia nuovi percorsi di formazione e tirocinio per favorire l’occupabilità dei giovani NEET che non studiano e non lavorano.

“Con questo obiettivo sono stati previsti dei finanziamenti per i Paesi Membri con tassi di disoccupazione superiori al 25%, che saranno investiti in politiche attive di orientamento, istruzione e formazione e inserimento al lavoro, a sostegno dei giovani che non sono impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo (Neet – Not in Education, Employment or Training).”

Così il sito ufficiale di Garanzia Giovani descrive la natura e gli obiettivi che questo piano prevede.

La direttiva è rivolta a tutti i giovani tra i 15 e i 29 anni, residenti in Italia che appartengono a quella fascia di persone che non producono alcun tipo di reddito, che non lavorano e che non studiano. Posseggono però  i requisiti per poter ancora reinserirsi nel mondo del lavoro acquisendo nuove competenze, nuove esperienze e valorizzando le proprie inclinazioni e capacità.

Il percorso si divide in vari step:

  • Accoglienza;
  • Orientamento;
  • Formazione;
  • Accompagnamento al lavoro;
  • Tirocinio.

Il minino comune denominatore che ogni percorso deve possedere è l’inerenza al mondo attuale del lavoro.

Elemento fondamentale della scelta di voler proporre determinati profili è appunto agevolare la persona nell’ inserimento in una realtà aziendale che abbia la reale necessità di  nuove e giovani risorse.
Non è sempre facile capire i fabbisogni delle aziende e d’altro canto neanche proporre percorsi realmente interessanti per gli Under 30.
L’obiettivo di Garanzia Giovani è proprio colmare il vuoto che esiste tra la scuola dell’obbligo e il mondo del lavoro. L’opportunità di poter frequentare un corso che permette di mettere in pratica quanto appreso e conoscere un’azienda reale è unica e preziosa.
E’ raro infatti che attraverso uno o due colloqui l’azienda possa capire le reali competenze della persone e la stessa risorsa possa capire se quella realtà è il posto giusto o addirittura che quel ruolo sia quello giusto.

Il tirocinio assume dunque una valenza biunivoca: una possibilità di conoscenza e studio da entrambe le parti, da sfruttare al massimo

Eduforma Srl sta lavorando proprio su questo concetto, proponendo percorsi diversi e di diversa natura, per poter offrire un ventaglio di opportunità a seconda dei percorsi di studiocompetenze e aspirazioni personali.
In egual misura partire dai fabbisogni professionali rilevati e dalle specifiche esigenze delle imprese è indispensabile per dar senso al significato più profondo al progetto.

La Data Science come nuova opportunità di lavoro per statistici e matematici

La Data Science come nuova opportunità di lavoro per statistici e matematici

La Data Science come nuova opportunità di lavoro per statistici e matematici

La Data Science è quella branca che sviluppa la scienza dei dati tramite l’insieme di principi metodologici e tecniche multidisciplinari, volta ad estrarre conoscenza dai dati attraverso la relativa fase di analisi e interpretazione degli stessi da parte di un esperto.

Statistica, matematica e discipline scientifiche, trovano nuovi ambiti di applicazione nella Data Science

Questa disciplina dunque attinge a diversi ambiti di studio e a diversi principi metodologici, trovando però la sua parte fondamentale nell’analisi critica dei dati in relazione ad eventi misurati. L’analisi critica dei dati viene supportata in fase predittiva da discipline quali la statistica e da alcuni ambiti della matematica.  Ecco perchè queste due discipline divengono sempre più coinvolte in molti settori che utilizzano la Data Science, in particolare quello economico finanziario e quello bancario, ma non solo, anche quello medico scientifico, cosi come in molti comparti tecnologici.

La Data Science per la gestione delle problematiche comuni

Gli algoritmi che concorrono a studiare i dati raccolti da diverse fonti ed in particolare dal mondo dal digitale, richiedono una capacità di analisi che si può giovare della capacità di creare relazione e analisi predittiva tra dati, anche quando questi non appaiono intimamente connessi fra loro. Possiamo vedere questo ad esempio nelle diverse piattaforme web dedicate alla risoluzione di problematiche complesse e comuni, dove la Data Science interviene nel trovare soluzioni analizzando i dati forniti come contributo dato da molti utenti. Utilizzi di questo tipo se ne fanno per esempio in ambito medico per prevedere virus influenzali e di diversa natura, ma anche per studiare, ad esempio, le relazioni fra comportamenti e patologie mediche.

Più di recente, probabilmente sempre più in futuro, la raccolta e la condivisione delle informazioni avviene tramite una nuova tecnologia di rete chiamata blockchain, ossia una struttura di condivisione dati, che basa la sua efficacia sulla decentralizzazione, condivisione e immutabilità dei dei dati stessi, oltre che sul concetto di fiducia che accompagna in questo servizio gli utilizzatori, congiuntamente a quello di community.  A queste rivoluzionarie caratteristiche, si aggiungono inoltre la crittografia e la trasparenza dei dati.

Data Science: dagli algoritmi al decision making

Vediamo dunque come queste tecnologie stiano concorrendo a creare i presupposti per figure professionali nuove, quali quella del Data Scientist, che prevedibilmente troveranno anche ambiti di specializzazione propri, ad esempio nell’ambito medico, in quello economico e finanziario, in quello geologico e cosi via. Diviene evidente, quindi, quanto ambiti di studio quali quelli statistici e matematici, ma anche economici, finanziari e di diverse altre discipline, possano trovare nuovi ambiti di applicazione nella Data Science.

data scientist

Sarà infatti richiesta non solo la capacità di creare algoritmi, attingendo appunto da questi ambiti metodologici e di studio, quindi una capacità di analisi funzionale e dei processi logico-informatici, ma anche una capacità fondamentale di interpretazione dei dati e di risposta decisionale in relazione agli stessi.

Capiamo dunque, come si creeranno i presupposti lavorativi per gli ambiti che riguardano la creazione degli algoritmi di Data Science e quelli invece rivolti all’analisi dei dati tramite cruscotti di data intelligence analysis, ossia volti a favorire un’interpretazione ottimale degli stessi in fase di decision making. Nuove professioni dunque sono alle porte, altre ne nasceranno con il perfezionamento e l’espansione sul mercato delle nuove tecnologie; aggiornarsi ed avere un atteggiamento precursivo potrà favorire sicuramente una maggior riuscita in ambito lavorativo ed occupazionale negli anni a venire.

Il tirocinio come nuova opportunità di reinserimento professionale

Il tirocinio come nuova opportunità di reinserimento professionale

Il tirocinio come nuova opportunità di reinserimento professionale

Spesso lavorare è più facile che trovare un lavoro. Perché in fondo, trovarlo (così come decidere chi assumere) è una mansione a sé.

Molte volte si crede che dietro la storia di chi perde lavoro e non è più giovane ci siano chissà quali colpe. Chi è abituato ai vecchi schemi ha questa scorciatoia di pensiero: “uno bravo non perde il lavoro”. A volte è la stessa persona che lo perde a “sentirsi in colpa”.

Sdoganiamo la liquidità sociale dei nostri tempi. Abbiamo poche certezze. Non più il matrimonio per la vita. Non più il lavoro per la vita. È sempre un male?

Fermo restando il principio del diritto alla salvaguardia della propria dignità di persona mantenendo un reddito, perdere il lavoro e doverne cercare un altro oggi può essere un’ottima occasione per fermarsi e capire cosa davvero siamo portati a fare meglio nella vita.

Cambiare lavoro è una prassi che sta diventando normalità e che non solo offre anche tante bellissime seconde possibilità ma, soprattutto, innesca un meccanismo in chi deve reinserirsi che produce una nuova energia che altri non possiedono.

Chi fa selezione del personale lo dovrebbe già sapere ma, talvolta, il pregiudizio del “ha perso il lavoro quindi non vale abbastanza” è ancora presente. Vogliamo ricordarlo con forza: dietro alla storia di ogni persona c’è il valore del lavoro che ha prodotto, ma anche di quello che nel tempo ha saputo diventare.

L’esperienza è un elemento che vale nel lavoro, come nella vita. Al di là delle competenze ben articolate in cv formato europeo, esiste anche come te la racconto, la mia storia. E come tu mi guardi.

Siamo davvero pronti a integrare nel modello di selezione la normalità della tanto declamata flessibilità rispetto al pregiudizio che se perdi un lavoro vali meno di un altro che ha avuto la fortuna, oltre alla capacità, di mantenerlo?

A noi di Eduforma che di persone ne vediamo passare tante piace testimoniare che l’esperienza e la tempra di chi sopravvive al cambiamento le rende  persone non sempre, ma spesso, con una marcia in più.

A volte capita che i fatti della vita ci portino a dover cambiare, e proprio perché si è bravi, magari c’è stata una sola realtà di riferimento in cui si è lavorato per tutta la vita, fino a quando…

Ognuno di noi si porta dietro le proprie esperienze e quelle in ambito lavorativo rischiarano le aree migliori in cui possiamo eccellere e un tirocinio pagato è un’ottima nuova partenza.

In quest’ottica, la Regione Veneto finanzia percorsi di affiancamento e counseling che possono servire a capire quale sia il percorso migliore per tornare sorridenti e soddisfatti a lavorare, rendendo un servizio alle aziende che cercano senza trovarlo personale con caratteristiche che il più delle volte restano uniche. Anche perché spesso le adattiamo ai ruoli svolti da persone da sostituire, che però a loro volta sommavano in loro mansioni che facevano capo ad aree funzionali differenti.

Eduforma propone tante opportunità di formazione, aggiornamento professionale e tirocinio retribuito, ecco tutte le nostre attività:

Dalla dipendenza all’uomo all’indipendenza da tutti: una riflessione sull’imprenditorialità femminile

Dalla dipendenza all’uomo all’indipendenza da tutti: una riflessione sull’imprenditorialità femminile

Dalla dipendenza all’uomo all’indipendenza da tutti una riflessione sull’imprenditorialità femminile
Parlare di professionalità e carriera nella cornice della giornata internazionale della donna è sicuramente una sfida anche ai nostri giorni.
In particolare, se pensiamo a specifici settori professionali, il gender risulta ancora uno scoglio importante per l’accesso alle opportunità lavorative delle donne.
Uno di questi ambiti è sicuramente il mondo delle nuove tecnologie digitali che risultano un segmento in espansione del mercato con crescenti esigenze di personale qualificato, in cui però le donne faticano a trovare uno spazio di rilievo o a promuovere proprie idee imprenditoriali innovative.
Eduforma, grazie ad un finanziamento regionale, sta promuovendo una serie di percorsi formativi volti a diminuire il gap di genere che contraddistingue le professioni digital e promuovere l’autoimprenditorialità femminile.
 
Come stimolo di riflessione in questa giornata, abbiamo voluto riportare il pensiero di una delle partecipanti coinvolte nelle attività formative, che ci porta più vicino al punto di vista di una donna impegnata a raggiungere la propria affermazione professionale in un ambito complesso e pieno di sfide.
Buona lettura!
 
“A breve sarà la festa della donna e ognuna di noi avrà appuntamento con la propria coscienza. Non sarebbe giusto considerarla esclusivamente una festa celebrativa, anzi, dovrebbe essere un’occasione per riflettere riguardo al ruolo della donna oggi, alle aspettative e, sfortunatamente, alle non aspettative nei nostri confronti.
 
Dico questo perché ancora oggi non ci si aspetta una donna sindaco, una donna alla guida di un’azienda, una donna con un’idea imprenditoriale di successo in grado di soverchiare l’uomo imprenditore.
Il consiglio che voglio dare a me stessa è quello di essere…più uomo.
 
Ora mi spiego meglio…da sempre i due sessi si sono contraddistinti per caratteristiche e costruzioni sociali differenti, se non opposte, che spesso non riflettono la realtà. All’uomo è spesso associata l’immagine di forza, perseveranza, stabilità, mentre la donna è vittima delle proprie emozioni, stati d’animo e dall’eccessiva sensibilità verso l’altro. Secondo tale ragionamento siamo inette al ruolo di leader, incapaci di essere professionali e di compiere delle scelte ponderate. Questa concezione comporta delle gravi conseguenze riguardo l’affidabilità della donna in ambito lavorativo. Scelgo di non rassegnarmi di fronte a questi stereotipi e di sentirmi libera nel compiere azioni che non rientrano all’interno delle aspettative/non aspettative nei miei confronti e nel far questo prendo esempio dal comportamento, dal modo di essere degli uomini. Scelgo di essere sicura nelle mie decisioni, determinata nel portarle avanti. Scelgo di essere coraggiosa e di credere nelle mie idee.
 
Propongo a me stessa di essere più consapevole e sicura dei miei limiti e delle mie debolezze, con il coraggio però di affrontarli, senza esserne mai assoggettata. Non voglio rinunciare alle mie ambizioni per paura di essere considerata fredda, calcolatrice e poco sensibile all’interesse altrui, non voglio rimanere in silenzio per paura di dire qualcosa di sbagliato. Voglio imparare ad azzardare, a prendermi a carico compiti che possono apparire (forse anche essere) al di fuori delle mie capacità, per capire quanto in là posso spingermi. Il fallimento esiste, così come le situazioni senza via d’uscita, ma non per questo bisogna rinunciare ai propri obiettivi già in partenza, ponendosi infiniti dubbi e paranoie. Al contrario, una situazione di difficoltà mi permetterebbe di conoscere la mia forza mentale, il mio desiderio di mettermi in gioco e la mia capacità di risolvere i problemi.
 
Intendo concedere a me stessa la possibilità di sbagliare, di fare considerazioni e domande stupide ed inappropriate. Non tutte le mie idee possono essere così stupide come credo che siano.
 
Credo che per me sia ancora troppo presto intraprendere una carriera come libera professionista perché non ho ancora maturato sufficiente esperienza professionale.
L’essere coinvolta in questo corso, però, mi ha permesso di entrare in contatto con donne che la pensano come me, con la mia stessa voglia di lavorare con passione e determinate nel realizzare i propri obiettivi in un futuro non troppo lontano. Forse è proprio la partecipazione a questo corso che mi ha permesso di essere maggiormente consapevole di questa realtà, spingendomi a riflettere di più su me stessa e sui miei obiettivi in ambito lavorativo.
 
Quale insegnamento posso ricavare da questa esperienza a quota rosa?
 
Il buon proposito di non smettere mai di pormi domande, di seguire il mio istinto quando una situazione non mi piace, mi appare stridente e non funziona come vorrei, e soprattutto che la soluzione proposta non è sempre l’unica che può risultare efficace.

Sofia Zama

 

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