Categoria: Docenti

Domenico Laterza

1. Chi sei?
Domenico Laterza, docente, consulente e imprenditore. Amo il lavoro che faccio, ogni giorno di più… è un mix tra missione e passione.

2. Com’è nata la tua passione per la docenza?
L’attività di docenza è stata, per me, prima un’esigenza e poi una passione che dura da oltre trenta anni. Ai tempi del liceo e poi dell’università ho fatto vari lavoretti: cameriere, assicuratore, venditore di mobili stile liberty, istruttore di pattinaggio, …Mi resi subito conto di riuscire a spiegare alle persone che lavoravano con me, con meno esperienza, come fare al meglio il proprio lavoro, spesso, egoisticamente, per lavorare meno io e, in alcuni casi, scegliendole direttamente tra amici e conoscenti, facendomi pagare dal committente (imprenditori alberghieri presso cui facevo il cameriere e agenzie assicurative dove prestavo la mia attività di procacciatore). Stavo quindi occupandomi, quasi inconsapevolmente, di formazione, ricerca e selezione. Attività che poi ho affinato con Master, specializzazioni e esperienze sul campo.

3. Qual è la caratteristica che un buon docente dovrebbe avere?
Un docente/formatore deve essere in grado di farsi capire da chiunque, mettendosi continuamente in discussione, soprattutto  quando nota di non essere ascoltato, piuttosto che continuare a parlare compiacendosi del “proprio suono”.

4. Qual è il valore aggiunto di frequentare un percorso di formazione per il proprio sviluppo professionale?
Continuare a studiare e a formarsi dovrebbe essere un’esigenza personale, non necessariamente solo per acquisire nuove competenze, a livello lavorativo e professionale, ma anche per rigenerarsi come persona.

Lucia Scarcella

1. Chi sei?
Sono Lucia Scarcella, psicologa che si occupa di selezione, formazione, gestione HR e organizzazione aziendale. Mi occupo di formazione legata alle competenze trasversali (comunicazione interpersonale, team building, problem solving e decision making) e quelle legate alla gestione del cliente, utilizzando metodologie didattiche innovative basate sull’esperienza diretta.

2. Com’è nata la tua passione per la docenza?
Dopo la laurea e l’abilitazione alla professione, durante un corso di qualifica professionale, legato appunto alla gestione delle risorse umane, ho avuto modo di ammirare le modalità di interazione dei docenti: erano coinvolgenti, particolarmente pratici e davano strumenti utili ed operativi per potermi inserire nel mondo del lavoro per questa bellissima professione… mi sono detta “anche io voglio fare questo!” e così è stato!

3. Qual è la caratteristica che un buon docente dovrebbe avere?
Per il mio modo di vedere questa professione, un docente, oltre che preparato tecnicamente, dovrebbe essere un buon “formatore” e questo vuol dire: saper mantenere l’attenzione degli allievi variando la metodologia didattica e utilizzando esempi pratici, esercitazioni e materiale audio-video, saper creare un buon clima di interazione sia con gli allievi che tra gli allievi, ma soprattutto saper gestire le singole individualità degli allievi (livello di preparazione all’ingresso) fornendo strumenti e metodi pratici ed operativi da portarsi a casa.

4. Qual è il valore aggiunto di frequentare un percorso di formazione per il proprio sviluppo professionale?
Per il mio modo di vedere questa professione, un docente, oltre che preparato tecnicamente, dovrebbe essere un buon “formatore” e questo vuol dire: saper mantenere l’attenzione degli allievi variando la metodologia didattica e utilizzando esempi pratici, esercitazioni e materiale audio-video, saper creare un buon clima di interazione sia con gli allievi che tra gli allievi, ma soprattutto saper gestire le singole individualità degli allievi (livello di preparazione all’ingresso) fornendo strumenti e metodi pratici ed operativi da portarsi a casa.

Davide Carpanese

1. Chi sei?
Davide Carpanese, Psicoterapeuta, Psicologo, Formatore, Attore di improvvisazione teatrale.

2. Com’è nata la tua passione per la docenza?
Durante l’università ho avuto modo di conoscere alcuni docenti che hanno attivato in me la voglia di dedicarmi all’apprendimento basato sull’esperienza.

3. Qual è la caratteristica che un buon docente dovrebbe avere?
Riassumendo con una sola caratteristica: “deve saper stare su un palco”. Nello specifico deve saper intrattenere attirando l’attenzione per coinvolgere il pubblico; deve essere divertente e simpatico; deve saper insegnare raccontando delle storie tenendo sempre in considerazione i fatti; deve stimolare la fantasia dei partecipanti stando attento agli stati d’animo; deve saper influenzare positivamente gli altri per massimizzare l’apprendimento dei partecipanti.

4. Qual è il valore aggiunto di frequentare un percorso di formazione per il proprio sviluppo professionale?
La formazione in ambito professionale costituisce un’opportunità per il futuro: porta cambiamenti positivi sugli aspetti educativi, culturali, di competenza e di conoscenza.

Luca Pastorino

1. Chi sei?
Luca Pastorino

2. Com’è nata la tua passione per la docenza?
Un interesse che arriva da lontano, ispiratomi da nonni e genitori.

3. Qual è la caratteristica che un buon docente dovrebbe avere?
Saper comunicare con differenti tipologie di persone.

4. Qual è il valore aggiunto di frequentare un percorso di formazione per il proprio sviluppo professionale?
Saper diversificare il proprio sapere è indispensabile.

Matteo Stanco

1. Chi sei?
Matteo Stanco, 31 anni, Social Media Manager e Digital Strategist.

2. Com’è nata la tua passione per la docenza?
Com’è nata la tua passione per la docenza? Dal movimento dello scoutismo, di cui faccio parte da quasi 25 anni e dove ho sviluppato e appreso abilità e competenze educative ricoprendo il ruolo di capo da oltre 10 anni. 

3. Qual è la caratteristica che un buon docente dovrebbe avere?
Riconoscere i bisogni e le capacità della classe e adattare le lezioni in modo da trasmettere le nozioni nel modo più efficace. 

4. Qual è il valore aggiunto di frequentare un percorso di formazione per il proprio sviluppo professionale?
L’occasione di “sbloccarsi” e progredire rispetto alla situazione attuale. Procurarsi contatti e idee da far fruttare in futuro. Confrontarsi con persone che sono in una situazione simile. 

Luca Turrin

1. Chi sei?
Sono Luca Turrin, consulente informatico e marketing da quasi 20 anni. Una figura un po’ inusuale: spazio nelle mie conoscenze e le fondo insieme. La mia strada inizialmente era orientata verso la medicina ma per una serie di piacevoli coincidenze e casualità, ho avuto altre opportunità. Laureato in statistica e tecnologie informatiche quando già lavoravo in proprio, ho fatto molta esperienza sul campo. In particolar modo ho imparato dapprima a conoscere i miei clienti, capirne le esigenze e su questo confezionare il prodotto più giusto per loro, sia nelle consulenze che offro sia nell’insegnamento, passione che nutro e alimento da molti anni.

2. Com’è nata la tua passione per la docenza?
Ho sempre amato relazionarmi con il cliente, fargli capire ciò che faccio per lui in modo da avvicinarlo al mio mondo in modo piacevole e non frustrante. Ho piacere che comprendano ciò che faccio. Da qui, molte consulenze diventarono lezioni, dei momenti di formazione che davano nuovi spunti anche a me. Così ho iniziato a organizzare corsi e sono stato contattato da istituti di formazione che mi hanno consentito di rafforzare la mia passione.

3. Qual è la caratteristica che un buon docente dovrebbe avere?
Il docente deve sentire dentro il piacere di insegnare, di condividere le conoscenze e apprendere a sua volta dalle persone cui sta insegnando. E’ una crescita condivisa che deve portare valore aggiunto a tutti e lasciare nell’”allievo” un senso di piacevole interesse verso quella materia.

4. Qual è il valore aggiunto di frequentare un percorso di formazione per il proprio sviluppo professionale?
Penso che il valore aggiunto siano proprio le persone. Il modo in cui trasferisci le tue conoscenze da maggior pregio a ciò che insegni, il contestualizzare gli argomenti e dargli un taglio pratico aiuta ad apprezzare ciò che stai imparando e a solleticare la tua curiosità.

Umberto Cocchi

1. Chi sei?
Sono Umberto Cocchi, un ingegnere elettronico, informatico e data scientist. Ho scelto il mio lavoro per passione e l’ho fatto in molti ambiti, volutamente, per conseguire una visione ‘olistica’, sia in Italia che negli Stati Uniti. Da oltre vent’anni mi occupo attivamente di formazione, che, ad oggi, impegna quasi la metà del mio tempo. Continuo ancor’oggi a conseguire titoli accademici proprio in virtù di questa mia visione.

2. Com’è nata la tua passione per la docenza?
Ho cominciato perché ‘spinto a farlo’ da parte di un mio cliente, che aveva riconosciuto in me delle capacità che io stesso non vedevo. Da quel momento mi si è aperto un mondo, e la possibilità di condividere la mia esperienza con altri. È il mio modo per restituire al mondo una parte di ciò che la vita mi ha donato.

3. Qual è la caratteristica che un buon docente dovrebbe avere?

Un docente deve avere varie attitudini e, ovviamente, la preparazione. È un lavoro di alta responsabilità, perché può segnare la vita futura dei discenti, e di ciò bisogna averne consapevolezza.
Dal mio punto di vista non c’è una sola caratteristica specifica, ma un insieme che poi la determina.
La prima è la capacità di ascolto, comprensione ed empatia, e cercare di mettere da parte i preconcetti. Questo lavoro è un continuo scambio tra il docente ed il discente, con il quale ambedue crescono.
Capacità di saper gestire un conflitto, con il quale, prima o poi, ci si confronterà.
Sapersi mettere in gioco ed essere consapevoli delle proprie capacità e limiti, saper calibrare l’informazione in funzione della platea.

4. Qual è il valore aggiunto di frequentare un percorso di formazione per il proprio sviluppo professionale?
Ci sono due distinti percorsi, ambedue di natura esperienziale: prima formazione e formazione continua.
Nel primo caso, a differenza del percorso scolastico o universitario, l’obiettivo è fornire conoscenze pratiche, mirate al lavoro e al contesto in cui si opererà, non fini a sé stesse. Ovviamente anche qui è presente della teoria, che deve essere vista come una forma per raccontare la pratica. La scuola e l’università danno le conoscenze di base per la comprensione, la formazione permette di applicarle nei vari contesti.
La formazione continua, ha un’altra finalità, cioè quella di mantenere, e, possibilmente, aumentare le proprie competenze, in un mondo in continua e rapidissima evoluzione, intravedendo anche quello che sarà il possibile futuro, per poterci arrivare preparati, per gestirlo e non subirlo.

Maurizio Putignano

1. Chi sei?
Sono un grafico freelance che lavora nella comunicazione ormai da più di venti anni. Nella mia carriera ho avuto la possibilità di affinare le mie conoscenze tecniche lavorando in tipografia, e le mie velleità artistiche lavorando in studi grafici. Il lavoro in proprio mi permette di esaltare la mia creatività sempre con particolare attenzione agli aspetti tecnici che caratterizzano stampa e web. Il mio core business è la grafica cartacea, in particolare l’impaginazione di depliant, cataloghi e grandi volumi; mi dedico anche alla realizzazione di grafiche per il web, oltre che a bozze di siti internet in collaborazione con web designer.

2. Com’è nata la tua passione per la docenza?
È nata un po’ per caso circa 10 anni fa. Vengo da una famiglia di docenti, ma non pensavo di averne l’indole. Finché ho avuto la possibilità di tenere il mio primo corso di grafica e lì ho capito che avevo le capacità per insegnare. A me piace divulgare le mie conoscenze e vedere come i miei corsisti le applicano anche a distanza di tanti anni.

3. Qual è la caratteristica che un buon docente dovrebbe avere?
Sicuramente l’empatia. Un buon docente deve capire i punti deboli e di forza di un corsista e deve sempre cercare di tirare fuori il meglio da ognuno. Inoltre deve saper catturare l’attenzione dei corsisti con esempi pratici, aneddoti sull’argomento e qualche battuta che serve a spezzare la tensione del momento. Insomma non guasta avere anche una buona dose di simpatia.

4. Qual è il valore aggiunto di frequentare un percorso di formazione per il proprio sviluppo professionale?
Sicuramente quello di potersi confrontare con un esperto del settore che può trasmettere non solo informazioni, ma anche esperienza e conoscenza degli stili e dei trend del momento. 

Francesco Liggieri

1. Chi sei?
Mi chiamo Francesco e sono un creativo a 360°.

2. Com’è nata la tua passione per la docenza?
Ho iniziato ad appassionarmi alla docenza grazie ad alcuni docenti che ho incontrato sul mio percorso di studi, ma anche grazie a colleghi illuminati nella mia carriera professionale. Una cosa che ho imparato da tutti loro è che: Se hai 10 rendi indietro 11. Insegnare è una delle cose che mi piace di più fare in assoluto.

3. Qual è la caratteristica che un buon docente dovrebbe avere?
Ascoltare. I docenti che fanno la differenza sono quelli che ascoltano gli alunni e cercano sempre di adattarsi loro alle esigenze della classe e non viceversa. Un docente bravo fa la differenza, non segue solo un modulo di lavoro deve andare anche oltre quel modulo di lavoro.

4. Qual è il valore aggiunto di frequentare un percorso di formazione per il proprio sviluppo professionale?
A mio avviso specializzarsi, seguire corsi, aggiornarsi è un’ottima scelta nel panorama del lavoro di oggi dove il mercato ricerca sempre professionisti aggiornati. Essere sempre al passo coi i tempi può fare la differenza per un datore di lavoro, ma soprattutto per sé stessi come individui.

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