credito d'imposta

Piano transizione 4.0.

Come cambiano le regole del credito di imposta dal 16 novembre 2020

Il credito di imposta cambia volto, diventa più gradevole per le aziende che avranno la possibilità di usufruire degli sgravi previsti.

La nuova formula prevede il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, per gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione e per la Formazione 4.0.

Il piano di Transizione 4.0   è utilizzabile dal 16 novembre 2020, e durerà due anni pieni, il 2021 e il 2022, per avere poi una coda di sei mesi fino al 30/06/2023 in caso di ordini confermati entro fine 2022.

Cosa cambia?

L’ex superammortamento, diventato quest’anno credito d’imposta al 6%, si allarga.  passa dal 6% al 10%, sempre con il massimale di 2 milioni di euro già esistente oggi.

Inoltre, per il solo primo anno, il credito d’imposta è elevato al 15% per gli investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di forme di lavoro agile.

Agevolato anche l’acquisto di beni immateriali “normali” (non 4.0)   al 10% con un massimale di 1 milione. L’aliquota al 10% vale solo da novembre 2020 a dicembre 2021, per poi scendere al 6%.

Sono estese  le agevolazioni di sgravio alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali materiali   diversi da quelli indicati nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232 (nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro), e/o investimenti in beni strumentali immateriali diversi da quelli indicati nell’allegato B   legge 11 dicembre 2016, n. 232, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro. (a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021).

Ai  beni strumentali di cui  all’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 è riconosciuto un credito nella  misura del 50 per cento del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, nella misura del 30 per cento del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro e nella misura del 10 per cento del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

I software 4.0

L’attuale credito al 15% per i beni immateriali 4.0 passa al 20%. Aumenta il massimale: 1 milione di euro.  Questa nuova aliquota durerà per tutto il biennio di proroga del piano (senza quindi il décalage visto per gli altri crediti d’imposta).

Quando gli investimenti hanno per oggetto beni ricompresi nell’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232 e s.m.i., il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 20 per cento del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni di cui al predetto allegato B mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

Con Transizione 4.0, si accorcia il periodo di compensazione che sarà di 3 anni e non più 5.

 Inoltre, per le aziende con fatturato inferiore a 5 milioni di euro, il credito d’imposta per i beni strumentali semplici (sia materiali che immateriali non 4.0) si riduce ulteriormente ad un anno.

La formazione 4.0

In dirittura d’arrivo il nuovo Credito d’imposta per la formazione 4.0 ampliano i costi ammissibili includendo:

  • Le spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
  • I costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione. Sono escluse le spese di alloggio, ad eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità;
  • I costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;
  • Le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

 

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