GDPR: diritti, doveri e vantaggi per un’azienda

Se cercate informazioni su internet riguardo il General Data Protection Regulation (GDPR), troverete molti articoli riguardanti l’enorme ammontare delle multe previste in caso di mancato adeguamento, dipingendo questo come un insieme di molteplici e complicati compiti da assolvere creati solo per complicare la vita ai titolari d’azienda.


Ovviamente le sanzioni previste non permettono ad alcuno di sottovalutare i diritti e i doveri imposti da tale regolamento, ma ponendo l’attenzione solo sul lato sanzionatorio spesso il processo di adeguamento viene percepito come un’ incombenza che ostacola il normale svolgersi delle attività.
Adottare nuovi principi di compliance GDPR permette alle aziende di divenire più competitive e più efficienti, poiché al centro di ogni processo e flusso sul dato i diritti dei consumatori sono protagonisti, le aziende quindi hanno l’opportunità di ripensare profondamente i processi ed i flussi che muovono i dati all’interno dei diversi comparti aziendali migliorando e svecchiando le proprie pratiche aziendali e tenendo il passo con lo stato dell’arte della tecnologia.
Di seguito cinque punti importanti di vantaggio, conseguenza di un corretto adeguamento:

  1. Accrescere la sicurezza informatica dell’azienda;
  2. Migliorare la gestione di dati e nello specifico dei dati personali;
  3. Incrementare il ritorno degli investimenti marketing (ROI);
  4. Potenziare la fiducia e la fedeltà dell’audience;
  5. Abbracciare una nuova cultura di business.

Accrescere la sicurezza informatica dell’azienda

Ovviamente non ci sono compagnie al mondo che possono permettersi di ignorare la propria sicurezza informatica, visti i costi o le perdite derivate da un data breach o un rallentamento dell’azienda dovuto a furti o perdite di dati cruciali per i processi aziendali.
Ha senso prendere la privacy seriamente poiché può aiutare a creare un flusso di dati consapevole dal punto di vista della sicurezza.
Il General Data Protection Regulation richiede alle aziende di indicare le proprie strategie di sicurezza e di adottare adeguate misure amministrative e tecnologiche per garantire la protezione dei dati personali dei cittadini europei. È quasi impossibile riuscire a garantire la sicurezza e l’integrità di certi dati lasciandone altri fuori. Infatti, il regolamento incoraggia a valutare e migliorare le infrastrutture, costruire un più sano processo di protezione dei dati e un monitoraggio continuo e costante dello stato di sicurezza. Questi interventi possono ridurre gli spazi d’attacco, comprendendo meglio ciò che avviene all’interno delle infrastrutture IT e diminuire la percezione, che molte aziende hanno con chi per loro si occupa di gestire il comparto IT, che ci sia una “tributo in tecnologia” da pagare, nel momento che la prevenzione ed il monitoraggio riduce i costi di manutenzione e recupero dei dati (prevenire è meglio che curare).

Migliorare la gestione di dati e nello specifico dei dati personali

Per raggiungere l’adeguamento, si deve sapere precisamente quali informazioni sensibili si possiedono analizzando tutti i tipi di dati posseduti. Questo consentirà di minimizzare i tipi di dati da raccogliere e conservare, organizzare meglio i database e definire un processo di gestione dati.

Si dovranno individuare e risolvere le ridondanze, i dati non più utili perché soggetti all’obsolescenza digitale e i file conservati nonostante non abbiano più alcuna rilevanza economica. Pulendo i dati si abbatteranno i costi di storage (stoccaggio) e di processing (processamento) eliminando data ROT (dati degradati), e dati personali parziali dei clienti. Questi dati rappresentano un grosso ostacolo alla compliance GDPR divenendo un rischio per la propria organizzazione. Perché prendersi la responsabilità di qualcosa che non ha più valore?

Dopo aver analizzato tutti i dati posseduti, si devono rendere i dati ricercabili e indicizzati. Garantendo la possibilità di eseguire quelle operazioni atte a garantire parte dei diritti sanciti dal regolamento quali: cancellazione, oblio e trasferimento. D’altro canto questa attività permetterà ai dipendenti di avere a disposizione dati sempre utiliin ordine, aggiornati, ma soprattutto, prontamente reperibili.

Incrementare il ritorno degli investimenti marketing (ROI)

Secondo il GDPR le aziende devono implementare una politica di acquisizione dati, che includa modalità di raccolta consensi utili a documentare il permesso ottenuto al trattamento dei dati personali, unito ciò alla bonifica dei dati degradati o parziali, renderanno i database posseduti liste di clienti/utenti sicuramente disposti ad essere raggiunti dalle operazioni di re-marketing previste alle quali abbiano dato il consenso.

Si potrà, di conseguenza, avere un quadro più definito dell’audience interessata al proprio brand. In questo modo si avrà una maggiore percentuale di clic ed un maggior numero di conversioni e condivisione; quindi il budget dedicato al marketing sarà speso meglio e più saggiamente incrementando il ROI.

Potenziare la fiducia e la fedeltà dell’audience

L’adeguamento al GDPR può supportare l’azienda nel costruire relazioni di fiducia con i consumatori propri e non. Quando si raccolgono i consensi bisogna essere chiari e trasparenti riguardo a l’uso che faremo dei dati raccolti. Visto che i consumatori diventano sempre più sospettosi riguardo a come le aziende usino i loro dati, la trasparenza e la responsabilità incoraggiano la fiducia del consumatore.

Abbracciare una nuova cultura di business

Perché non provare ad essere un’azienda amica della privacy? Le aziende dovrebbero pensare ai propri Brand come elementi della società che non si limitino a consumare e sostenersi ma che contribuiscano alla crescita dei valori della comunità nella quale operano.
Adeguarsi al GDPR sicuramente non è semplice, un leader saggio raccoglie questa sfida come qualcosa di estremamente importante, qualcosa di più importante che compiere il minimo sforzo, necessario a non incorrere in sanzioni.
Il GDPR è la nuova opportunità per eccellere!!!

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