Il profilo del docente all’interno delle organizzazioni scolastiche: prevenzione e rischio burnout

La promozione del benessere picologico nella comunità scolastica, mediante interventi finalizzati a contrastare problemi di disagio, di disadattamento e di stress degli insegnanti, si traduce in un efficace e significativo servizio ai destinatari privilegiati, ossia gli allievi che, trovandosi in fase di crescita e formazione, necessitano delle migliori opportunità.

Il ruolo professionale può essere definito come la rappresentazione di sé nel lavoro e un insieme di comportamenti richiesti per coprire una posizione lavorativa.

Identificarsi in un ruolo può essere importante, infatti quando c’è discrepanza tra il ruolo ascritto e quello percepito si possono verificare frustrazioni che rischiano di compromettere l’identità personale e l’efficacia nel lavoro. È fondamentale approfondire gli aspetti della utilità del ruolo ricoperto da un docente all’interno del sistema scolastico, la soddisfazione percepita del clima organizzativo, il riconoscimento dell’impegno e della preparazione da parte dei colleghi e della società e la responsabilità data dal ruolo professionale ricoperto.

Per promuovere il benessere lavorativo sarebbe ottimale incrementare una forte coesione interna dei lavoratori della scuola laddove non fosse presente.

Le istituzioni scolastiche dovrebbero incoraggiare lo sviluppo di quelle abilità e competenze necessarie per migliorare le relazioni di ruolo, tra colleghi. Una comunicazione collaborativa e la capacità di gestione dei processi interpersonali esercitano un aspetto cruciale nel successo dell’istituto.

Negli ultimi anni vi è la tendenza nei docenti di  rifiutare aggiornamenti sia di tipo  formativo, riguardanti  metodologie di insegnamento, che di tipo psicologico. È quindi importante individuare gli strumenti necessari per individuare lo stato di malessere derivato da burnout per creare il sostegno emotivo che potrà favorire il reinserimento di chi si trova in difficoltà.

Sarebbe utile prevedere un programma preventivo da attuarsi in  tre modalità: una prevenzione primaria per attuare forme di “benessere socio-ambientale”  promuovendo la tutela della salute della collettività, una prevenzione volta ad individuare i primi sintomi del burnout cercando di eliminare la conflittualità all’interno del gruppo, promuovendo la crescita psicologica dei singoli, la prevenzione terziaria avviene in una fase avanzata del burnout ed è collegata alla cura del disturbo (Messineo e Messineo, 2000). Nella prevenzione del disturbo risulta importante il sostegno sociale che  diventa un supporto emotivo, informativo, interpersonale e materiale  che è possibile attraverso un continuo feedback con la realtà lavorativa.

I continui cambiamenti sociali costringono la scuola, in quanto punto di riferimento per la crescita, l’educazione e l’istruzione dei giovani, ad uniformarsi alla realtà, aumentando le richieste nei confronti dei docenti.

Infatti, è sempre più pressante la richiesta nei confronti dei docenti di educare gli studenti a promuovere la loro crescita personale, dando delle risposte concrete ai loro bisogni e le loro aspettative. Tutto questo richiede, da parte dei docenti, un coinvolgimento emotivo e capacità personali che non sempre si possiedono. Questa ridotta capacità di favorire la crescita culturale e professionale degli studenti, porta l’insegnante a sentimenti di ridotta realizzazione professionale.
All’interno della scuola, un ruolo importante (anche in forma preventiva) può essere svolto dal dirigente scolastico. Ridurre le discrepanze tra persone e lavoro, cercare di promuovere l’impegno dei docenti, aumentando gli aspetti positivi e valorizzando il ruolo degli insegnanti, è un compito  che richiede  da parte del dirigente scolastico una capacità di ricevere input e feedback costanti da parte del corpo docenti prima di apportare modifiche nella gestione delle risorse umane.

 

 

 

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